Paul Collins Beat

Flying High

2007 (Lucinda Records/ Get Hip Recordings) | power-pop

Pioniere del power-pop a stelle e strisce, ovvero di quel filone rock che a partire dalla metà degli anni 70 univa all’elettricità d’estrazione punk una predilezione spiccata per melodie ariose e corali e per arrangiamenti pimpantemente pop, Paul Collins ha attraversato con energia seminale i 70, prima con The Nerves (nei quali militava anche Peter Case, futuro Plimsouls) e poi gli 80 con i celeberrimi The Beat, dei quali è essenziale ricordare almeno tre capolavori, "The Beat" (1979), "The Kids Are The Same" (1981) e "Long Time Gone" (1985).

Nei 90 Collins fa della Spagna, dove può contare su uno zoccolo duro di fan, la sua nuova patria e dopo alcuni album solisti molto country-oriented, come "Paul Collins" (1992), "From Town To Town" (1993), "Live In Spain" (1997) e "Paul Collins" (2000), mette a punto una nuova line-up di The Beat, forte di ottimi musicisti spagnoli, come Gines Martinez (batteria) e Carlos Guardado (basso) oltre a Octavio Vinck alla lead guitar, e incide nel 2004 per la Lucinda Rec. un album molto ispirato, "Flying High", che oggi viene ristampato dalla Get Hip di Pittsburgh.

Quasi si stenta a riconoscerlo, con quella pelata e quegli occhiali da manager, ma il disco parla chiaro: alcuni episodi resuscitano alla grande l’energia elettrizzante e contagiosa dei Beat, come "Rock’n’roll Shoes", "Helen", "All Over Town", "Silly Love", che offre un’entusiasmante e ruvida performance chitarristica di Vinck. Ma che il tempo sia trascorso da quegli anni gloriosi si sente, e Collins dà il meglio di sé in ballate vagamente country-folk, malinconiche e dall’ispirazione pensosa: la commovente "Bobby", "Afton Place", "I’m On Fire", "Will You Be A Woman", "More Than Yesterday" (un mid-tempo da antologia) sono godibilissime e mature prove di un uomo-artista, che mette sul piatto tutte le sue emozioni più intime acquistando in intensità espressiva e interpretativa.

Suggestioni spagnoleggianti sparse qua e là tra i solchi, e non poteva essere altrimenti, soprattutto nell’uso delle chitarre acustiche e in una "Paco & Juan" palpitante che pare una outtake dei primissimi Dire Straits: c’è qualcosa di Knopfler anche nella voce di Paul.
Ma è la finale "Flying High" a nobilitare questo disco: "…We could be forever/ flying high!": Paul Collins, la voce rotta dall’emozione, sublima la leggerezza degli spensierati inizi di carriera in una toccante, vissuta e vibrante performance vocale che riesce a stringerti il cuore.

(26/03/2008)

  • Tracklist
1. Rock 'N' Roll Shoes 
2. Helen 
3. Afton Place 
4. Will You Be a Woman 
5. All Over Town 
6. I'm on Fire 
7. More Than Yesterday 
8. Bobby 
9. Paco & Juan 
10. F.D.R. 
11. Silly Love 
12. Flying High 
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