ROBERT GOMEZ - Brand New Towns

2007 (Bella union)
songwriter

Nascere alla periferia dell'Impero può essere, nella maggior parte dei casi, un ostacolo insormontabile per poter emergere nel mondo della musica. E Denton, Texas, piccola cittadina universitaria, non è certo il centro della scena statunitense. Ma, come ogni buona regola, anche questa ha le sue eccezioni.

La fortuna di Robert Gomez, infatti, è stata proprio quella di provenire dal remoto villaggio texano. Grazie alla conoscenza e alla stima dei compaesani Midlake, il giovane artista, di chiare origini latine, ha avuto la possibilità di farsi conoscere a un pubblico più ampio e di far ascoltare la propria proposta musicale a Simon Raymonde, ex bassista dei Cocteau Twins e boss della Bella Union, etichetta inglese sotto la cui egida vengono pubblicati i lavori dei Midlake.

L'amore, a quanto risulta, è stato al primo ascolto e la Bella Union ha deciso, senza por tempo in mezzo, di pubblicare, per il mercato europeo, "Brand New Towns", secondo lavoro del nostro, che uscirà negli States solo a fine marzo.

L'approccio alla materia musicale di Gomez è, con buona probabilità, dovuto alla sua peculiare e inusuale educazione, che spazia da esperienze on the road con il Circo Barnum & Bailey, a un tour dell'Europa, dell'Asia e delle Americhe come membro dell'ensemble turco Omar Faruk Tekbilek's Band (almeno così vuole la leggenda). E gli studi della chitarra cubana tres con il maestro Nelson Gonzales, insieme a ovvi ed evidenti ascolti di psychedelia, indie-rock, pop e cantautorato folk hanno contribuito a fare del nostro un artista piuttosto difficile da definire o catalogare.

Ed è con queste premesse che Robert Gomez si è avvicinato all'album che potrebbe rappresentare una svolta decisiva nella propria carriera artistica, ben conscio di non potersi far sfuggire un'occasione tanto ghiotta. Così ha deciso di dare alle stampe un album che va molto al di là degli stilemi più classici del cantautorato folk, con arrangiamenti ambiziosi e corposi e dove nulla è lasciato al caso e nulla è stato trascurato per rendere la produzione di questo album il più accattivante ed interessante possibile.

A cominciare dalla opening track "Closer Still" con il suo incedere rockeggiante e aggressivo, si capisce immediatamente che Gomez non ha alcuna intenzione di accontentarsi della solita chitarra acustica per colorire le sue storie di ordinaria alienazione urbana, di amori (infranti, come d'obbligo) e di desideri non esauditi, ma riempie tutte le sue composizioni con una ricca strumentazione che va dalla chitarra elettrica al violino, dalle tastiere alla fisarmonica.

Ed è proprio questa la peculiarità maggiore di "Brand New Towns". Lungi dal poter essere considerato un nuovo Josè Gonzales, Robert Gomez aspira al ruolo di novello Elliott Smith e non esita a rischiare accostamenti strumentali arditi e passaggi quasi dissonanti per raggiungere i propri scopi.

Purtroppo, sono proprio le soluzioni più ardite a togliere vigore e freschezza all'album che, nonostante dimostri le buone qualità compositive dell'artista texano, si perde, in alcune occasioni, in arrangiamenti pesanti e a tratti quasi kitsch, e annega le belle melodie e i testi, per lo più piuttosto profondi e personali, in un mare di strumenti.

È il caso, ad esempio, di "Closer Still" o di "The Same Sad Song", dove il passaggio di chitarra quasi fuori registro lascia un senso di straniamento, benché evidentemente tale effetto sia cercato.

Dove sarebbe opportuno il "vuoto", quel vuoto che acuirebbe le sensazioni e le emozioni, c'è troppo "pieno", che, invece, ottunde i sensi e rende alcuni dei brani di "Brand New Towns" interessanti, ma non immediati, poco spontanei e a volte ripetitivi.

Fortunatamente la cristallina abilità del quasi esordiente Gomez riesce a emergere in più di un passaggio: come nella languida "Perfect", forse il brano meglio riuscito del lotto, nella quale il nostro, accompagnato dal cullante ritmo di una fisarmonica, canta "I still remember the time we ran away, Off towards the city lights, and night became the day". Oppure nella ballata pop "Back To Me", nella quale le tastiere richiamano molto da vicino i passaggi strumentali dei Grandaddy. Ancora in "The Leaving", con il suo incedere sognante e con la languida e delicata "Mistress", calda "romanticheria" dagli arrangiamenti finalmente sobri e misurati.

Tirando le somme, in ogni caso, l'ascolto di "Brand New Towns" ci regala alcuni momenti musicali di ottimo livello assoluto e la certezza di aver trovato un nuovo talento a cui guardare con fiducia per il prossimo futuro. Puntare sul prossimo album di Robert Gomez, per una definitiva consacrazione, non sembra affatto un azzardo eccessivo.

26/03/2007

Tracklist

  1. 1. Closer Still
  2. 2. All We Got
  3. 3. The Same Sad Song
  4. 4. Back to Me
  5. 5. Into the Sun
  6. 6. Perfect
  7. 7. If I Could Have You Back
  8. 8. The Coming
  9. 9. The Leaving
  10. 10. Mistress
  11. 11. You Need Somebody
  12. 12. Brand New Towns

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