Dopo tre album e a tre anni di distanza dall’ottimo “Album Of The Year”, tornano i The Good Life, progetto parallelo del leader dei Cursive Tim Kasher, che rappresenta il modo più delicato e leggero di esprimere quelle emo-zioni raffigurate in maniera più violenta dal gruppo di “Happy Hollow”.
Più che un vero e proprio gruppo, The Good Life è la palese manifestazione delle doti da solista di Kasher; in ballate morbide, sospirate o desolate come “On The Ticket Fence”, “You Don’t Feel Like Home To Me” o “So Let Go”, infatti, l’accompagnamento modesto fa sì che il cantante possa dare spazio alle proprie doti interpretative come altri songwriter del suo tempo, Bright Eyes per dirne uno.
“Help Wanted Nights”, però, non è un disco esclusivamente di ballate; il gruppo si dedica al folk-pop un po’ alla Wilco (“A Little Bit More”), altre volte assume i toni del rimpianto Elliott Smith (“You Share Of Men”), ma è capace anche di canzoni più squisitamente pop (“Keely Aimee”, “Playing Dumb”), eleganti e solari, o di arrangiamenti un po’ azzardati, che però non gli riescono molto bene, vedi la balzellante “Heartbroke” o il racconto musicato di “Some Tragedy”.
Non un disco eccezionale, cui è preferibile forse il precedente lavoro del 2004, ma comunque un album molto piacevole, ottima dimostrazione di songwriting da parte di Kasher che, a giudicare dai risultati ultimi dei Cursive e dei Good Life, per ora preferisce decisamente il lato più lieve e sommesso della sua carriera.
29/12/2007