Kenke Kenge

Introducing: Kenge Kenge

2007 (World Music Network) | etno-world, benga

Attraversare il deserto del Kenya per conoscere nuove tribù, immergersi nelle sacre tradizioni dei fratelli d’Africa, comunicare attraverso le danze esotiche dei vecchi guardiani del Lago Vittoria, o semplicemente lasciarsi andare, seguendo le ritmiche trascinanti dello swahili e del nuovo pop congolese, è il sogno di tutti coloro che soffrono del celebre “mal d’Africa” e che convivono quotidianamente con insostenibili tormenti nostalgici da rigetto metropolitano.

Una delle possibili cure è senz’altro quella di rincorrere forsennatamente lo sviluppo altalenante dei diversi stili presenti nel vero sud del pianeta. C’è un’evoluzione millenaria di suoni e un universo sconosciuto di sottogeneri distinti da scoprire, il continente nero è un calderone infuocato di costrutti etnici sempre più innovativi.

Il Kenge Kenge è un collettivo di Kenya, Uganda orientale e Tanzania del nord, fondato da Amdo Jawaya e Samuel Nyariwo nel lontano 1990, che tradotto significa "fusione di piccoli ed esilaranti strumenti”. Una comune che investe le proprie ispirazioni nel benga, genere tradizionale keniano, cocktail moderno del kwela e dell’antichissima rumba congolese, riducendolo talvolta all'osso, tra gli smaniosi saliscendi dell'Orutu (violino monocorda) e i battiti sacrali dello nyangile (uno strumento molto simile al gong).

“Introducing Kenge Kenge” è composto da otto cerimoniali etnici, molto smaniosi e centrati sull’alternanza, monotona, del violino (?) e dei petulanti bonghi. La sezione ritmica è la classica tarantella africana, pochissimi i cambi di direzione, la totale assenza di pause delinea l’essenza imperante di questo stile, che potremmo definire come una sorta di new pop keniota, un mix esplosivo di antichissime strofe popolari  adagiate su nuovi e ingegnosi  strumenti locali, magari creati inserendo una corda rigida in qualche (car)cassa di legno dal fondo concavo.
A differenza dei Konono N°1, i Kenge Kenge adottano una ritmica più quieta, al tribalismo avanguardistico e talvolta elettrico, è preferito un intarsio focoso di stoccate monocordi (“Kenge Kenge”), miste al canto singolo e rotatorio dei vari componenti; testi sempre carichi di ottimismo, tesi a smarrire momentaneamente le angosce profonde di questi luoghi perduti (“Amily”).

In alcuni pezzi, vedi “Omeme Nyapura”, traspaiono inaspettatamente anche delle melodie sinuose,  in contrapposizione al modello classico e immutabile che contraddistingue queste lunghe cavalcate rettilinee.  Va precisato che le articolazioni dei brani sono volutamente minime, nel pieno rispetto della tradizione stilistica, ad ulteriore conferma che l’elemento cardine stimolante del benga è proprio questa massiccia perseveranza della monotonia ritmica.       

I colori forti del Kenya rivivono pienamente in queste otto composizioni. Se siete alla ricerca di nuove emozioni folcloristiche, provate a sbirciare anche un po' più giù, verso queste terre infuocate di passione e di ammaliante primitivismo armonico.

(17/12/2007)

  • Tracklist
  1. Kenge Kenge
  2. Amily
  3. Obare Inda
  4. Owang'Winyo
  5. Omeme Nyapura
  6. Anyango Mbeo
  7. Otenga
  8. Piny Agonda
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