The One Ensemble

Wayward The Fourth

2007 (Secret Eye) | avant weird-folk

Gli appassionati dei Volcano The Bear sapranno certamente del non trascurabile side project messo in piedi da Daniel Padden, The One Ensemble Of Daniel Padden per l'appunto, già titolare di una serie di uscite, tra cui il notevole "The Owl Of Fives" (2003). Di cosa trattasi? Presto detto, file under free jazz, Third Ear Band, Comus, Holy Modal Rounders, Robert Wyatt, Moondog e spostati vari. Avant/weird folk, in poche parole. A ben vedere gli ingredienti sono pressappoco i medesimi utilizzati per Volcano The Bear, qui miscelati in quantità e proporzioni diverse, tanto da fornire come risultato una musica maggiormente lineare o se vogliamo pop; pop alla maniera dei Residents, intendiamoci, e difatti pare che "Not Available" sia uno dei dischi da isola deserta del nostro...

Comunque sia, "Wayward The Fourth" si fregia di non poche novità, rispetto al precedente "The Owl Of Fives". Innanzitutto un'atmosfera meno claustrofobica, ovvero un'ariosità di fondo ben veicolata da arrangiamenti fantasiosi tendenti al dreamy. In seconda battuta, salta all'orecchio una spiccata transglobalità, ravvisabile in riferimenti nemmeno troppo celati a tradizioni folkloristiche europee, fermo restando l'imprint di base fortemente angloamericano.

Sorprende, infine, quest'ulteriore passo in avanti in termini di fruibilità complessiva, quasi una reazione alle virtuose astrusità Volcano The Bear. Come tacere della metodicità nell'utilizzo del violino, a fornire intanto linee melodiche intelligibili nonché gradevoli, a districare poi l'attenzione dell'ascoltatore, facilmente disorientabile da quella brodaglia, spesso informe, di suoni acustici. Per cui la melodicità spinta di "Horsehead Waltz", "Fog And Tumble", "Another Cup To Drown" pare quasi evocare un nuovo paradiso, un Teatro Della Musica Eterna, ove la gioia nasce dall'addizione, dalla florealità, dall'eccesso di fragranze, piuttosto che dalla trascendente staticità di minimalismi esoterici.

Nella sua immediatezza, "Wayward The Fourth" potrebbe costituire l'ideale punto di partenza per chi volesse avvicinarsi al weird free folk. Insomma, non è escluso che piaccia anche a quei fan di Beirut e A Hawk And A Hacksaw che abbiano deciso di andar fuori di testa.

(08/03/2007)

  • Tracklist
  1. Joker Burlesque
  2. Neither One Thing
  3. Shapes Disguised As Sizes
  4. The Venerable Eleventh Melody
  5. Smok
  6. Resonant Kings
  7. Horsehead Waltz
  8. Fog And Tumble
  9. The Following Thunder
  10. Berlinda
  11. Another Cup To Drown
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