Christian Rainer/ Kiddycar

How This Word Resounds

2007 (Fridge/ Seahorse) | folk-pop

Piccole realtà crescono, anche in Italia.
I Kiddycar sono originari di Rieti, dopo anni di gavetta underground hanno reso le proprie ambizioni più concrete grazie all’ingresso in formazione della cantante Valentina Cidda, già accostata a grandi voci internazionali del calibro di Kazu Makino dei Blonde Redhead, Beth Gibbons dei Portishead e Louise Rhodes dei Lamb.
Dopo un primo Ep intitolato "Small Things", è arrivato l’esordio sulla lunga distanza ("Forget About") pubblicato alla fine di settembre 2007 e ben accolto dalla critica.
Nel frattempo i Kiddycar hanno portato a compimento una interessante quanto rischiosa collaborazione con Christian Rainer, un poliedrico artista visivo con interessi nel campo della musica, della letteratura e del cinema, con all’attivo un album in proprio ("Mein Braunes Blut", edito nel 2002) e uno con i Ronin pubblicato nel 2003.

Il frutto vede ora la luce e prende il nome di "How This Word Resounds", un lavoro delicato e struggente, a tratti quasi fragile, in grado di dimostrare l’avvenuta maturità degli artisti coinvolti.
Il disco è strutturato come fosse un vinile, con le tracce disposte a formare idealmente un lato A e un lato B; le otto canzoni contenute mostrano una discreta agilità nel destreggiarsi in maniera credibile con due lingue, l’inglese e il francese, che si dividono equamente il programma.
Si parte con un pianoforte adagiato su un tappeto ritmico simil-tribale e l’infinita dolcezza delle voci di Valentina e Christian (qui a metà strada fra Nick Cave e Serge Gainsbourg), che deliziosamente si incrociano e si rincorrono, quasi fossero due amanti innamorati e disperati: "Dit de l’amour" può essere legittimamente considerata una murder ballad in lingua francofona.

Elettronica intelligente e un violoncello che disegna linee leggiadre sono le caratteristiche peculiari di "Birthday Song", che alterna parti cantate ad altre parlate (lo stile di riferimento resta quello di Gainsbourg).
"Elsewhere" è il brano scelto come singolo e pubblicato anche sul mercato giapponese, traboccante grazia, armonia e con uno strepitoso finale in crescendo.
Arpeggi di chitarra danno invece un tocco decisamente rassicurante e invernale alla melodica "Le temps de Noircir".

La seconda parte del disco si apre con "Your Big Hands": il piano regna sovrano e la voce di Rainer stavolta insegue il sogno di Leonard Cohen: un cantautorato sensibile e seducente immerso in un’atmosfera pregna di decadenza e sofferenza. Poi arriva la scossa di "La recette de Noel", svelta e allegra, una breve filastrocca cadenzata sul pianoforte.
"Simple And Faithless" è la traccia più orecchiabile del lotto, con le due voci che tornano a rincorrersi e Christian che cerca nuovi punti di riferimento, rasentando in questo caso lo stile di Morrissey.
"Dit de la Distance" è lo strumentale che chiude i giochi riprendendo il tema della traccia d’apertura e miscelandolo con cinguettii vari e con il feedback di una chitarra elettrica, che dallo sfondo avanza lentamente restando l’ultimo strumento ad abbandonare la scena.

"How This Word Resounds" è un lavoro romantico e tormentato, perfetto per gli ultimi giorni di questo inverno che volge al termine, e testimonianza dell’ennesima interessante realtà nel panorama indie di casa nostra. Nonostante gli ovvi momenti di stanca, caratteristici di un ensemble sperimentale con ampi margini di miglioramento ancora da sfruttare, l’esperimento può considerarsi riuscito. Per poter competere efficacemente sul mercato internazionale ci sarà bisogno di maggiore personalità, ma siamo sulla strada giusta.

(06/02/2008)

  • Tracklist
  1. Dit de l'amour
  2. Birthday Song
  3. Elsewhere
  4. Le temps de noircir
  5. Your Big Hands
  6. La recette de Noel
  7. Simple And Faithless
  8. Dit de la distance
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