Ultralyd

Conditions For A Piece Of Music

2007 (Rune Grammofon) | noise, avant-rock

Chi ha già ascoltato e apprezzato gli album precedenti di Ultralyd - formazione norvegese in cui militano Kjetil Møster del collettivo jazz The Core (sax), Anders Hana (chitarre) e Morten J. Olsen (batteria), entrambi nei Moha, e Kjetil D. Brandsdal (basso) dei Noxagt- faticherà a riconoscerne la rinnovata estetica sonora. Le inquietanti abluzioni color pece di “Conditions For A Piece Of Music” segnano, infatti, un netto distacco rispetto a quanto fatto in precedenza.
Se “Ultralyd” del 2004, almeno nei venti minuti del pezzo portante, spingeva l’acceleratore su dinamiche free-jazz, appesantite da inserti metalloidi, tra Brötzmann, Borbetomagus e Painkiller, e il pur ottimo “Chromsone Gun” del 2005 ne estremizzava la componente rumoristica, mostrandosi però sin troppo succube di una sorta di death-free-noise a marchio luttenbachersiano, il nuovo lavoro contempla, invece, un ventaglio stilistico ben più variegato.

Una svolta dovuta all’abbandono del leggendario sassofonista e fondatore del gruppo Frode Gjerstad, dobbiamo ipotizzare, o magari aiutata dal cambio di etichetta (da Load a Rune Grammofon). Fatto sta che qui il quartetto norvegese va ad agire innanzitutto sulla struttura dei pezzi, o meglio prova a darne una facendo leva su elementi eterogenei, che sulla carta sembrerebbero cozzare tra loro. Ambient drone, funk, noise, scorie free-jazz, sono invece ibridati all’insegna di una linearità e di una fruibilità inconsuete per Ultralyd. Allora, sin dall’iniziale beat in 4/4 di “Saprochord”, si ha l’immediata cognizione di un disco pregno di pulsante furia iconoclasta, dove con questo è da intendersi l’affrancamento da qualsivoglia schematismo preordinato. Tuttavia, improvvisazione meets (una qualche forma di) concisione pop pare essere il leit motiv di molti brani,  da “Comphonie III” a “Figuras”, passando per “Comphonie V”, persino quando il groove spinto di alcuni passaggi riesce a lasciarti senza respiro, come nella This Heat-iana “Low Waist”.

La forza di “Conditions For A Piece Of Music” è però nella varietà dei linguaggi utilizzati, in una dicotomia quasi sistematica, per cui a calde costruzioni funk vengono contrapposti angoscianti monoliti para-ambientali.  Ciò in un suono stratificato, dalla grammatura spessa. impenetrabile, in cui giocano isolazionismi alla Death Ambient, le atmosfere cinematiche di un Badalamenti e, a tratti, visioni disturbanti simil Xela. Così “Pentassonance II”, “Debitage”, “Conditions For A Piece Of Music” esibiscono un interessante connubio di analogico e digitale, di field recording e di “movimenti suonati”, a creare un effetto straniante, tra il naturalistico e l’artificiosamente costruito al contempo.
Alieno e alienante.

(28/08/2007)

  • Tracklist
  1. Saprochord
  2. Pentassonance II
  3. Comphonie III
  4. Low Waist
  5. Débitage
  6. Comphonie V
  7. Conditions For A Piece Of Music
  8. Musica Imperativa
  9. Figurae
  10. Comphonie IV
  11. Pentassonance I
  12. Pentassonance III
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