Betularia

La Stanza di Ardesia

2008 (Suoni Sommersi) | alt-pop-rock

Quattro autoproduzioni già all’attivo per i Betularia, quintetto livornese che raggiunge l’agognato esordio con “La Stanza di Ardesia”, disco intriso di sonorità new wave oltre che estremamente interessato al lavorio psichedelico sulla melodia.

Volendo essere telegrafici, potremmo dire che i dodici brani qui presentati seguono un percorso in discesa. Se, così, “Una notte fioca di lume” apre con buonissima personalità lo scenario sul loro sound, presentandoci uno spettrogramma di sensazioni baluginanti – con tanto di coda galattica –, e la ballata (in bilico tra shoegaze “oscuro” e noise ribollente) di “Ferro Vecchio” prosegue con schietta sincerità, già con “Sagome” veniamo scagliati dinanzi allo schermo su cui si consuma lenta, ma inarrestabile, l’agonia dell’ispirazione.

A niente, quindi, serviranno gli accenti hard di “Tutto a mio modo” e “Misture”, le scontate sinergie tra evocazione indie e corrispondenze d’amorosi sensi di “Etere fluido” o, peggio ancora, un’ordinaria amministrazione appena appena imbellettata di effettistica (“Un certo sentore”).

La sensazione è quella di una band che, pur avendo raggiunto un’ottima intesa, imbastendo un sound deciso e sicuro di sé, non è ancora stata baciata dalla Dea della Canzone, per cui il vagabondaggio tra echi di Csi (“L’esodo dei girasoli”, “La quiete di ora”) e miraggi Subsonica (“La calma e l’immenso”) risulta davvero sfiancante, nonostante questa sia, in definitiva, musica leggera, anche se sotto mentite spoglie.
Per questa volta, dunque, bocciati.

(16/05/2008)

  • Tracklist
1. Una notte fioca di lume
2. Ferro Vecchio
3. Sagome
4. Tutto a mio modo
5. Etere fluido
6. L’esodo dei girasoli
7. La quiete di ora
8. T.C.S. (tempestato cielo spettatore)
9. Un certo sentore
10. La calma e l’immenso
11. Misture
12. Una breve riflessione

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