Black Kids

Partie Traumatic

2008 (Mercury) | synth-pop

Sono fino in fondo figli (impenitenti) del proprio tempo, i Black Kids: uno sparuto Ep di quattro tracce scaricabile gratuitamente dal proprio myspace, la miccia del passaparola convulso e incessante di blog e fanzine che si infiamma nel giro di qualche mese, e il gioco è praticamente fatto. Fin troppo facile, verrebbe da dire, visto che osservando le note d'agenzia riguardanti l'esordio del giovanissimo quintetto di Jacksonville (Florida), si scopre che esso reca il marchio di una major e vanta la produzione di uno degli stilisti e plasmatori indie più in voga negli ultimi tempi, sua maestà Bernard Butler (recentemente visto dietro la consolle per gli album di Sons And Daughters e Cajun Dance Party). Nme e Rolling Stone fanno il proprio dovere, sguinzagliando il solito starnazzante stuolo di lodi ed entusiasmi sperticati e il disco debutta direttamente ai vertici della hit parade britannica (con annessa voce su Wikipedia, ormai non si nega più a nessuno!). Il tutto a tempo di record.

È questo un chiaro e inequivocabile segno dei tempi, e i Black Kids non vanno che a rimpinguare ulteriormente la lista dei gruppi d'ultima generazione che, senza le risorse messe a disposizione da internet, probabilmente non avrebbero ottenuto nemmeno un contratto discografico: dagli Arctic Monkeys ai Clap Your Hands Say Yeah, passando per Css, Tapes 'n' Tapes o Shot Out Louds. Quello che continua a spaventare è l'impressionate rapidità con cui nuovi fenomeni musicali nascono (e muoiono) prima ancora che sia possibile assimilarne (e valutarne) l'effettiva consistenza.

Tornando al caso specifico dei nostri Black Kids, ascoltando il loro album è possibile notare un talento melodico sicuramente degno di nota, ma a un'analisi più attenta non è difficile intuire come l'ancor giovane età dei musicisti coinvolti si traduca in un lavoro nel complesso piuttosto monotono e ripetitivo, addirittura prolisso. Le coordinate potrebbero essere quelle di un synth-pop trasversale, con una caratterizzazione prevedibilmente eighties, in bilico tra B 52's, Tom Tom Club, Pet Shop Boys e New Order (a tratti, duole dirlo, anche gli Wham!), ma numerosi sono i richiami a gruppi contemporanei che si sono più o meno avventurati nel recupero attualizzante delle medesime sonorità: dai Killers ai Bravery, passando per gli Scissors For Lefty.
Il suono sintetico delle tastiere domina praticamente su tutto, le parti di batteria hanno un impasto ritmico che probabilmente solo nel 1984 poteva risultare appetibile, i coretti in contrappunto di gommose teenager in tiro ben predispongono un'atmosfera da compleanno a base di coca cola e patitine e, in definitiva, il gruppo quando è al massimo delle sue possibilità letterarie/espressive non si spinge molto oltre i confini di un'onesta esibizione al saggio di fine anno scolastico.

Qua e là sboccia qualche ritornello ("Hurricane Jane", "Listen To Your Body Tonight" e "I'm Gonna Teach Your...") attrezzato per tentare l'ascesa dell'everest (spuntato) delle classifiche indie, ma in fondo è sempre lo spettro abusato dei Cure quello che, un po' impietosamente, al termine di ogni melodia, si presenta a riscuotere il conto (ascoltate l'eponima "Partie Traumatic" o "I'm Making Eyes At You", ai limiti del plagio).

È chiaro che il gruppo usufruisce di un'attenzione mediatico-commerciale dovuta a meriti non esclusivamente propri, sfruttando una ritrovata sensibilità del pubblico e un generale clima revivalistico per certe atmosfere e suoni di repertorio massicciamente storicizzati (per non dire "museificati"), all'interno dei quali però la band non riesce quasi mai a introdurre elementi di reale
creatività, limitandosi a riprodurre un catalogo di situazioni tipiche e abbastanza logorate.

(23/08/2008)

  • Tracklist
  1. Hit The Heartbreaks
  2. Partie Traumatic
  3. Listen To Your Body Tonight
  4. Hurricane Jane
  5. I'm Making Eyes At You
  6. I've Underestimated My Charm Again
  7. I'm Not Gonna Teach Your Boyfriend How To Dance With You
  8. Love Me Already
  9. I Wanna Be Your Limousine
  10. Look At Me (When I Rock Wichoo)
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