Bloc Party

Intimacy

2008 (Wichita) | dance-rock

Vale la pena di comprare, scaricare, farsi prestare il nuovo Lp dei Bloc Party? No. Fine della recensione.

...Un momento: e chi l'errore l'avesse già commesso? Il disco è uscito due mesi fa - è un po' tardi, per i consigli per gli acquisti.
Chiedo venia, mi ero illuso che proprio orribile quest'album non potesse essere. Che dovessi solo lasciargli tempo, che un po' di perplessità fosse naturale dopo un cambio di sound così deciso, che...
Mi sbagliavo. E così eccoci qua, voi con una copia di "Intimacy" che non osate riascoltare, io col problema di scrivere qualcosa di più circostanziato che "fa proprio schifo".

Vediamo allora di capirlo, cos'ha questo album che non va. Non è la massiccia iniezione di elettronica, né l'aver rinnegato quella fede punk-funk che, a ben vedere, già nello scorso "A Weekend In The City" si era mostrata vacillante.
Le lacune di "Intimacy" sono proprio dove la band aveva il suo punto di forza: sul piano ritmico. Convertita la batteria in una mitragliatrice in battere, i Bloc Party abbandonano le sincopi disco che alimentavano "Silent Alarm" e sfornano groove energici, ma poco trascinanti. Le chitarre si sono fatte più muscolari, ma il mix è ora del tutto scoperto sui bassi - "Ares", "Trojan Horse", "One Month Off" sono allora sbilanciate, non si reggono in piedi.
E i pezzi più elettronici? Le pulsazioni di "Better Than Heaven", "Ion Square", "Biko" sono approdi promettenti per le melodie sempre più melense di Kele Okereke, ma all'interno dei brani le sorprese sono centellinate. Ancora, l'eccessiva linearità ritmica penalizza l'esito finale.

"Halo" e il singolo "Mercury" dimostrano però che i Bloc Party non sono al capolinea. La prima rispolvera tutto il dinamismo rock dei lavori precedenti. La seconda, al contrario, affoga l'ascoltatore in un delirio di sovrapposizioni vocali e randellate elettro-orchestrali. Poderosa, incalzante, senz'altro pretenziosa, ma già lascia intravedere un po' di luce alla fine del tunnel.

(27/10/2008)

  • Tracklist
  1. Ares
  2. Mercury
  3. Halo
  4. Biko
  5. Trojan Horse
  6. Signs
  7. One Month Off
  8. Zephyrus
  9. Better than Heaven
  10. Ion Square
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