Jay Brannan

Goddamned

2008 (Great Depression Records) | songwriter, folk

Quelli che conoscono Jay Brannan potrebbero averlo visto in "Shortbus", film indipendente uscito qualche anno fa e alle cui musiche aveva partecipato anche Scott Matthew, o aver ascoltato l'Ep "Unmastered", uscito nel 2007, perché il texano, oltre a recitare, ha anche la passione per la musica e questo "Goddamned" è il suo disco di debutto.

Songwriter folk con toni molto dimessi e intimi, strumentazione scarna e acustica, un modo di cantare che in alcuni tratti può ricordare una versione maschile di Tracy Chapman, l'esordio di Brannan non è folgorante certo, ma presenta alcune buone doti.
Un cantautorato semplice, ma sincero e genuino. Magari (anzi, sicuramente) non vale la pena spendere 20 euro per il cd, ma tenerlo d'occhio per i lavori futuri (così come un ascolto fugace) costa quasi nulla.

(20/01/2009)

  • Tracklist
1. I Can't Have It All
2. Half-Boyfriend
3. American Idol
4. Death Waltz
5. At First Sight
6. Housewife 
7. Goddamned
8. Home
9. Bowlegged & Starving
10. On All Fours
11. String-a-Long Song

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In Living Cover

(2009 - Great Depression / Nettwerk)
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