Catfish Haven

Devastator

2008 (Secretly Canadian) | alt-rock, neo-soul

I Catfish Haven sono una delle indie-band più interessanti dell’ultima nidiata statunitense: provenienti dalla sempre florida Chicago, espongono con orgoglio il marchio doc posto da una delle migliori label attualmente attive, la formidabile Secretly Canadian.
Sin dai loro esordi, i Catfish cercano di coniugare una inequivocabile anima soul con un’altrettanto chiara attitudine 70’s rock.
Approdati con “Devastator” alla terza fatica discografica, raggiungono la perfetta sintesi fra i due approcci, entrambi egregiamente supportati dalle qualità vocali di George Hunter, efficace come pochi sia nelle vesti di crooner r & b che come frontman di una potente macchina da riff d’impronta hard -rock.

"Devastator" si presenta come un disco divisibile idealmente in due parti, perfette per rispecchiare le due identità del trio.
Le prime tre tracce (“Are You Ready”, la title track e il primo singolo “Set In Stone”) disegnano uno scenario neo-soul, quasi Motown style-oriented, anche se dalle retrovie già si odono le chitarrine che iniziano a scaldare i motori.
A partire da “Invitation To Love” si cambia registro: l’intro acustico del quarto brano ci introduce in una situazione completamente diversa, nella tipica ballad anthemica degna di qualsiasi rock band di stampo old school, con tanto di ritornello assolutamente pregno di epicità.
La successiva “Tripping To Memphis” conferma lo scenario, che qui sa di asfalto bruciato dal sole, di psichedelia e di southern rock, con la voce di Hunter che passa dai registri alla Sam Cooke a quelli di un novello Coverdale: ascoltare per credere.

Ci sono momenti (“Play The Fool”) che strizzano l’occhiolino a costruzioni più facili, quasi un hard-pop da classifica a metà strada tra Black Crowes e Kings Of Leon. Altri nei quali si paga dazio ai mostri sacri dell’hard-rock dei primissimi anni 70 (Sabbath e Purple in primis) come nel caso della strumentale “Halftime Show” (che per l’appunto arriva a metà programma) e della successiva “Full Speed”.
Con “No Escape” si cambia ancora: un intro pinkfloydiano prelude a uno dei migliori plagi dei Doobie Brothers mai realizzati finora.
La tarantiniana “Blue Sun”, la magicamente giocata al piano “Valerie”, la scatenata “Buying My Time” e la dolcissima “Every Day” chiudono il ricchissimo menù.

“Devastator” è un disco con così tante influenze che ognuno potrà trovarci dentro almeno una traccia di proprio gradimento; un buon mix composto da devastanti canzoni d’amore e incendiari riff che sanno di lontani tempi eroici, sovente incipriati del blues più polveroso.
Credibili e tecnicamente ineccepibili, i Catfish Haven non stanno reinventando nulla, ma il loro rock si impone come uno dei migliori modern classic degli ultimi mesi.

(10/11/2008)

  • Tracklist
  1. Are You Ready
  2. Devastator
  3. Set In Stone
  4. Invitation To Love
  5. Tripping In Memphis
  6. Play The Fool
  7. Halftime Show
  8. Full Speed
  9. No Escape
  10. Blue Sun
  11. Valerie
  12. Buying My Time
  13. Every Day
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