CLOUDLAND CANYON - Lie In Light

2008 (Kranky)
neo-krautrock

L’Ep “Silver Tongued Sisyphus” rappresentò un vero e proprio momento di preparazione, nell’attesa di portare a termine la nuova prova sulla lunga distanza. Ma se quelle due lunghe tracce, pur essendo al massimo un esperimento carino, lasciavano almeno il beneficio del dubbio, con “Lie In Light” i due chiariscono definitivamente le idee, presentandosi come ennesimi sacerdoti di un neo-kraurock fin troppo calligrafico.

Piacevole, ben fatto, anche furbo in certi momenti, con l’occhio che strizza malizioso, invitandoci non tanto a guardare lontano, più in là nel tempo, quanto, invece, a farci carico di un passato musicale che adoriamo, ma non quando viene riproposto senza molta fantasia. Poco coraggio, molta maestria, per dirla in soldoni.

In un limbo: è lì che si posizionano, dunque, Kip Uhlhorn e Simon Wojan. “Lie In Light”, così, scorre liscio, senza problemi. E’ un bel bicchiere di acqua fresca. Chi si contenta gode, a cominciare da quella “Krautwerk” il cui solo titolo non ammette il benché minimo dubbio, anche se non di solo uomo-macchina si tratta, data la consistenza motorik (e quindi, Neu!, con tanto di wah-wah oscillanti in un bel cielo d’estate, tra fuliggini di brezza e rumori sepolti chissà dove), il cui immortale marchio ritorna anche tra le sfaccettate meccaniche electro di “You & I”, una roba minimalista che sfocia in una mareggiata estatica di modulazioni digitali.

Sono tedeschi, i due, il kraut-rock è il loro Dio e, visto che ormai lo sapete, prendete per buono anche l’albeggiare febbricitante di “White Woman”, colto nel suo trapasso raga-edelico, tra desii di messe trans-occidentali e giardini sacri irrigati a festa, magari con il bel sorriso dell’alieno Panda Bear stampato sul fondoschiena.

Non possono, naturalmente, mancare le profezie cosmiche dei pionieri Tangerine Dream, miscelate con le nevrosi in bilico dei Cluster (“Scheiße Schatzi, Auf Wiedersehen”, probabilmente il momento migliore del lotto), con tanto di appendice romantica in “Heme” e  nella title track, da cui arrivano barlumi di un’età davvero mitica, e non solo per la musica.

Del tutto superflua, infine, una “Mothlight Part 1” dai toni prudentemente solenni. Così, come, prudentemente interessante risulta essere, a conti fatti, questo “Lie In Light”.

11/04/2008

Tracklist

  1. 1. Krautwerk
  2. 2. White Woman
  3. 3. You & I
  4. 4. Scheiße Schatzi, Auf Wiedersehen
  5. 5. Heme
  6. 6. Lie In Light
  7. 7. Mothlight Part

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