Deep Dark United

Look At/ Look Out

2008 (Rat Drifting) | avant-pop

In primis, un avvertimento: "Look At/Look Out" è un live ed è proprio registrato male. Poi. La domanda da evitare a proposito dei Deep Dark United è: a chi somigliano? A tutti e a nessuno. Sparo quattro nomi giusto per confondere le idee: Aksak Maboul, Morphine, Phish, primi Icy Demons. Fine della sezione paragoni.
Inutile cercare di inquadrare in due parole lo stile di questo gruppo canadese. L'unica è metter su l'album e procedere un passo alla volta.

Dopo una breve presentazione del concerto, "Play To Please" attacca una marcetta zumpa-zumpa a base di wah-wah, sax scoppiettante e un coso chiamato vibrabass che produce un buffo ronzio. La voce è scomposta, il brano continua a cambiare temi e ritmi più per gioco che per dare nell'occhio.
"Princess Of Darkness", due minuti e poco, parte invece da un canone stile nursery rhyme per poi addentrarsi in un brioso jazz-pop cineseggiante tutto rallentamenti e accelerazioni. "Nun Or A Bawd" centrifuga ritmo zoppicante, frizzante melodia vagamente blues, improvvisazione tra il cantabile e il cacofonico.
Ultimo esempio, procedendo rigorosamente in ordine: "200 Saxophones". Ostinato del solito vibrabass, cantato orecchiabilissimo e notevolmente sopra le righe, con quel tipico andamento night/cabaret, che se capite cosa intendo bene, altrimenti pazienza. E poi gran dispiego di sax jazz-nonsoche in arrampicamenti orientaleggianti.

Il resto dell'album è tutto su questo genere. Ovvero: una sorpresa ogni dieci secondi. La musica dei Deep Dark United non è però solo imprevedibilità. Quella coerenza stilistica che si direbbe impossibile, data l'estrema varietà della tavolozza impiegata, è invece il primo dei "miracoli" di questo disco.
Il secondo è la riuscita dei brani, che anziché soccombere sotto il loro stesso procedere frammentario lo trasformano in un elemento di forza. Le canzoni - perché di canzoni in piena regola si tratta - non sono dirette e memorabili nonostante la loro strampaleria, ma proprio grazie ad essa, punto di partenza per la costruzione di pezzi brillanti e a modo loro perfetti.

Infine, "Look At/Look Out" ha dalla sua l'essere splendidamente giocoso. Nessuna velleità artistoide, nessuna voglia di "darsi un tono" nel loro suonare complicato: i Deep Dark United si divertono da matti a suonare e riescono a riempire ogni nota della loro esuberanza. C'è un che da "Alice nel paese delle meraviglie" nel loro incessante rimescolare, rileggere i topos dei generi più disparati in un divertissement più surreale che ironico, capace di ossimori come espressionismo nonsense o linearità caotica.

Mi fermo qua. Di "Look At/Look Out" si potrebbe discutere per ore intere, ma onestamente non ho idea di quali parole impiegare. Il mio giudizio è entusiastico, ma ho il sospetto che quest'album potrebbe lasciare molti indifferenti (o schifati). Peggio per loro.

(06/04/2008)

  • Tracklist
  1. Play To Please
  2. Princess Of Darkness
  3. Nun Or A Bawd
  4. 200 Saxophones
  5. Sex And Death
  6. I Saved A Junky Once
  7. Dead Souls
  8. Black Rainbow
  9. Ant Giant
  10. I Smoke By The Ocean
  11. Zut!
  12. Puma Blues
  13. Crush-Love-Crush
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