Forward Russia

Life Processes

2008 (Cooking Vinyl) | alt-rock

Il combo di Leeds è arrivato alla prova definitiva. Se "Give Me a Wall" era poco più che una raccolta dei pezzi migliori estrapolati da demo e split, e soprattutto marchiati a fuoco dagli svariati live in giro per il continente, "Life Processes" è il primo vero album lungo della band inglese, il primo a contenere esclusivamente materiale inedito. Così, per Tom Woodhead, Rob Canning, Whiskas e Katihe Nichols c’è ora la possibilità di godere delle potenzialità espressive dell’ampio respiro, e - forse - di aumentare carisma e personalità della band.

Tali promesse sono mantenute nelle vaste "Spanish Triangles" (una nenia rarefatta con batteria saltellante, che si eleva gloriosamente ad libitum fino a un corale pseudo-orchestrale), "Some Buildings" (lentezza post-rock à-la Mogwai che prende corpo via distorsioni, pattern ripetitivi e sostrato electro, fino a che il canto dirige accelerazione e distorsione), e "Spring Is A Condition" (con dissonanze elettroniche e un chorus melodrammatico che mischia liberamente Springsteen ai Bloc Party). "Gravity & Heat", invece, abbassa la temperatura sia nel brusio campionato iniziale che nei successivi schianti power-pop (e negli istrionismi stilistici della band nella sua totalità).

Anche i brani brevi, contesi tra numeri punk-pop fragorosi con vocals operistiche ("Welcome To The Moment") e veri e propri sfoghi emo adornati d’infiltrazioni electro-industriali e un avvicendamento strofa-ritornello quasi psicotico ("Prospector Can Dream"), oppure tra innesti ritmici con oasi di tastiera soffusa e enfatici sfondi shoegaze ("We Are Grey Matter") e sonate digital-cameristiche scardinate da cellule dance-minimali e canto effeminato ("Fosbury In Discontent"), spostano di quel tanto il punto d’incrocio tra la curva del revival e quella della bagarre sonica. "Shadow Is A Shadow Is A Shadow", la solita galoppata semi-punkfunk sopra le righe - ma introdotta da un effetto vento a sovrastare un organo elettronico - li proietta a pieno titolo a Muse dell’alternative rock. Invece, "Breaking Standing" e "Don’t Reinvent What You Don’t Understand" incappano nella prevedibilità brit-rock.

Ormai lontani dall’hype stritolante, i Forward Russia inventano come per magia uno degli album più assennati del 2008. Tutto cambia (la voce se possibile ancor più nevrastenica, le chitarre al limite del suono assoluto, l’elettronica quasi art deco, la sezione ritmica compatta e sfrigolante), senza che nulla (il sound complessivo) muti di un granché, ma è pur sempre un interessante atto di purgazione dell’intero nu wave. Il suo "relativo mainstream" lo traduce in manifesto - impeccabilmente orchestrato - d’inventiva compromissoria e un tantino puerile. Bonus della versione import: "Don’t Be A Doctor" - vecchia conoscenza - e "Reflections Simmetry".

(27/05/2008)

  • Tracklist
  1. Welcome To The Moment (The Rest Of Your Life)
  2. We Are Grey Matter
  3. Prospector Can Dream
  4. Spring Is a Condition
  5. Don’t Reinvent What You Don’t Understand
  6. Some Buildings
  7. Breaking Standing
  8. Gravity & Heat
  9. Fosbury In Discontent
  10. Shadow Is A Shadow Is A Shadow
  11. Spanish Triangles
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