Classe 1982, Veronica Marchi arriva al secondo album già carica di premi, una targa al Tenco come miglior opera prima per l’omonimo esordio, ad esempio, o due premi al Giffoni Music Concept 2007 per il brano “Splendida coerenza”.
Quest’ultimo è ora uno dei pezzi migliori di “L’acqua del mare non si può bere”, buon seguito del precedente, che conferma le doti dell’artista veronese, autrice di un pop-rock con testi rigorosamente in italiano e coordinate che si possono individuare tra Cristina Donà e Carmen Consoli.
Una prima parte leggermente più movimentata, con la già citata “Splendida coerenza”, “Silenzi”, con un bell’arpeggio simil-country, “Normale”, con uno strettissimo fraseggio vocale e un bell’arrangiamento di percussioni e punteggiature di rhodes, e la rockeggiante “Saldi di primavera”.
La dimensione preponderante però di quest’album (e forse quella preferita da Veronica) è quella delle ballate, canzoni delicate e semplici nelle quali sfoggiare le sue ottime doti vocali, come nella bella “Piccolo dialogo” o ancor meglio in “Un giorno senza te”, in cui la Marchi volteggia accompagnandosi anche con un bel lavoro di pianoforte.
Nulla che faccia gridare al miracolo, certo, ma un disco che rivela doti di scrittura e di interpretazione che potrebbero fiorire presto in lavori futuri di ottima fattura.
19/09/2008