Matthew Ryan

Vs The Silver State

2008 (One Little Indian) | rock, songwriter

Un decennio dedicato alla musica e undici album per un talento compositivo che merita attenzione e rispetto, questa è la storia di Matthew Ryan (vero nome Ryan Christopher Webb), uno dei pochi musicisti country-rock capace di calibrare il rock alternativo con i classici stilemi del cantautorato made in Usa.
Nato in Pennsylvania, il musicista trentaseienne vanta una discografia sempre di buon livello, le sue canzoni raccontano il suo mondo, narra dei suoi amici, di un fratello in prigione da trent’anni... una quotidianità espressa con immagini forti, sia nei testi che nella musica.
Partito da un sound molto devoto a Steve Earle e Bruce Springsteen, Matthew ha elaborato un proprio stile personale che ha assorbito suggestioni low-fi e art-rock, creando un sound molto ricco. Brilla la splendida collaborazione con Neilson Hubbard per il progetto “Strays Don’t Sleep” dove lo script di Ryan viene adornato da suoni più elaborati e ricercati.

Negli ultimi due anni, una crisi d’ispirazione ha tenuto il suo talento lontano dal mondo musicale. "From A Late Night High-Rise”, la sua ultima prova, evocava solitudine e sofferenza, sublimando il suo universo più personale e amaro con una serie di canzoni taglienti e delicate allo stesso tempo.
Grintoso e più immediato, il nuovo album di Ryan convince senza dubbi o perplessità. Il tono antemico di molti brani mette in luce i brani, senza invaderne la poesia e la tenuta d’ascolto.

Apre il disco un trio di canzoni che non lascia respiro: “Dulce Et Decorum Est” e “Meet Me By The River” aggiungono spessore allo stile più rock di Ryan, evocando altresì elementi folk anglo-americani che rendono la parte armonica molto pregnante, “American Dirt" si fa perdonare il richiamo agli U2 ("With Or Without You"), in virtù di una melodia che cattura l’ascolto.
In verità il tono derivativo di alcune canzoni (“Hold On Firefly”) pone qualche leggera perplessità, ma quello che convince è la capacità di Ryan di evitare la ripetitività, e così “Killing The Ghost” piace per il brio e il tono più asciutto, mentre due splendide ballad come “They Were Wrong” e “I Only Want To Be The Man You Want” si candidano a sue migliori canzoni di sempre, e sembra quasi di ascoltare l’applauso di Bruce Springsteen e Tom Petty sullo sfondo.

La voce sembra più incisiva del solito e la sensazione che Ryan abbia abbandonato alcune ambizioni avvicinandosi alla musica rock più "classica" non inficia comunque la qualità dell’album: “Vs The Silver State” attrae con grinta e affascina per poesia. Un disco convincente per un artista che sembra aver ritrovato il sorriso.

(08/05/2008)

  • Tracklist

1. Dulce Et Decorum Est
2.
American Dirt

3. Meet Me By The River
4. It Could've Been Worse
5. Hold On Firefly
6. Jane I Still Feel The Same
7. Killing The Ghost
8. They Were Wrong
9. I Only Want To Be The Man You Want
10. Drunk And Disappointed
11. Closing In

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