Dave Muldoon

Little Boy Blue

2008 (novunque) | folk-blues

Notevole l’attenzione dei media in Italia per l’esordio del newyorkese Dave Muldoon, il suo album “Little Boy Blue” nasce negli studi milanesi Officine Meccaniche dopo l’incontro e l’amicizia col musicista siciliano Cesare Basile, sul web vengono scomodati molti nomi illustri (da Tom Waits a Mark Lanegan) per incuriosire il pubblico, inoltre il suo insieme di blues-rock e folk ha tutte le carte in regola per sedurre con semplicità e gusto.

Il primo elemento fortemente caratterizzante di Dave Muldoon è la sua voce roca e calda, che riporta alla mente più Richie Havens che Tom Waits: duttile e gradevole, dona intensità alle ballad più delicate e dispensa energia nei momenti più nervosi e grintosi dell’album.

A tal proposito mi soffermo sulla sequenza più convincente dell’album, ovvero “Get Off” e “Little Bit Older”, nel primo brano Dave dà sfogo a tutta la sua energia con un blues-rock molto originale, su un riff essenziale la voce recita e poi grida, mentre la musica diventa nervosa, appena addolcita dal flauto; è invece una ballata “Little Bit Older”, che si distingue dalle altre composizioni in virtù di una passione e di un lirismo che altrove viene sfiorato, poche note e un briciolo di noise rendono il brano originale e rimarchevole.

Non sfugge all’ovvia prevedibilità del genere il resto dell’album. Brani come “No Summer Without Falls”, "Lucky" e “A Place For You” scorrono innocui, senza esibire peculiarità che differenzino Dave dalla moltitudine di songwriter contemporanei, neanche il gospel-rock di “Women & War” convince appieno.
Buona invece la title track “Little Boy Blue”, una ballata pianistica ricca di soluzioni originali e imprevedibili, che trascina la melodia su estremi lirici opposti, la delicata “Here To Stay”, costruita su un frammento di blues acustico e voce, è un altro momento intenso per un album discontinuo.
Dave Muldoon ha le credenziali per evolvere e consolidare il suo stile, quando azzarda ottiene ottimi risultati, ma nei momenti più prevedibili raggiunge raramente l’intensità promessa, il suo è un album onesto e vissuto, che si fa ascoltare ma anche dimenticare in fretta.

(12/11/2008)

  • Tracklist
  1. Prophets
  2. Little Boy Blue
  3. Lucky
  4. Get Off
  5. Little Bit Older
  6. Women & War
  7. No Summer Without Fall
  8. Here To Stay
  9. Let Your Hair Down
  10. A Place For You 
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