The Cancer Conspiracy

Omega

2008 (Radar Recordings) | math-rock, progressive

È rimasto "congelato" per anni per questioni di diritti, ma infine ecco "Omega": a band ormai sciolta da un pezzo, The Cancer Conspiracy atto finale.
Un passo indietro? Subito. "The Audio Medium", unico altro Lp di questo power-trio americano, esce nel 2002 e lentamente si guadagna una piccola (piccola piccola) fama in ambito progressive e math: la sua unione di stafilettate post-hardcore e funambolici cambi di tempo con l'incedere epico oggi tanto caro ai novelli postmetallari era in effetti allora piuttosto avanti sui tempi.

La stessa grinta che animava la prima fatica fa svettare anche "Omega" sulle ormai numerosissime produzioni simili dominate da stanchezza e calligrafismo. Colpisce la volontà di creare uno stile che non sia solo scatti e spigoli: oltre all'irruenza che è tratto comune di molto rock declinato in -core, a distinguere il sound dei tre (più del doppio in realtà, contando i collaboratori) è l'impiego di fiati e linee di basso tortuose, che danno corpo a un amalgama caldo, stratificato.
La struttura dei brani allontana ulteriormente l'album dal cinico geometrismo di tanti math-rocker. Rifiutando l'approccio basato sulla ripetizione, i pezzi hanno uno sviluppo lineare - per quanto intricato - e giocano di climax e lente transizioni senza ricadere nell'ormai pedante retorica soft/loud.

La lezione che viene ripresa è piuttosto quella del progressive più tagliente: al di là degli echi, più o meno espliciti, di Rush, Mars Volta, Mahavishnu Orchestra sono soprattutto la grandeur dello stile, l'incalzare del flusso a essere distanti dal pensiero debole del post- e alludere invece alla sana vecchia ampollosità dei primi anni Settanta.
E se certo è che alcuni suoni sarebbero stati inconcepibili allora, chitarra acuta e abrasiva, batteria secca, ipercinetica sono il marchio di fabbrica di una recente e variopinta ondata prog-core che ha visto in Gospel, The Postman Syndrome, Russian Circles i suoi numi tutelari.

Proprio accanto a questi nomi va a piazzarsi "Omega", pregevole opera postuma di un gruppo che pur senza dare alle stampe capolavori ha saputo contribuire in maniera lucida e originale al riordinamento delle carte dopo la diaspora post-.

(10/04/2008)

  • Tracklist
  1. Omega I
  2. Omega II
  3. Omega III
  4. Omega IV
  5. Omega V
  6. Omega VI
  7. Omega VII
  8. Omega VIII
  9. Omega VIII
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