THOSE LONE VAMPS - An Embassy to Kokus and Korus

2008 (Setola di maiale)
avant-blues

Qual è l’America dei Those Lone Vamps? Quella della provincia derelitta? Quella dei paesaggi suburbani pregni di alienazione metropolitana? O un mix di entrambe, com’era nelle corde dei Wall Of Voodoo? Non saprei dire, anche perché la distanza rispetto all’argomento trattato restituisce una stilizzazione di forme e contenuti,  ma anche una più ampia gamma di codici espressivi che rendono questa musica popolare e avant, rigorosa e sensuale allo stesso tempo. Ed è questa la carta vincente della formazione friulana, ovvero l’utilizzare le sintassi del miglior cantautorato americano senza incorrere nell’ampollosità di chi abbraccia in toto una ragione d’essere senza il necessario distacco critico. La preparazione musicale a 360 gradi di Clocchiatti ha facilitato l’operazione, l’inventiva e le capacità compositive del duo hanno fatto il resto, così da consegnarci una musica “americana” nelle atmosfere e nei suoni, ma con ampi richiami a certa avanguardia europea. Una musica mai anacronistica, soprattutto.

Così questo disco si presenta come naturale evoluzione dei precedenti, senza che la maggior attenzione verso la composizione pura ridimensioni l’aspetto della ricerca e dell’intensità espressiva. Perché di stramberie ve ne sono anche qui e, come al solito, ben integrate nella struttura dei pezzi, tanto da sembrare vitali al loro dipanarsi.

Ma è ancora l’intensità del racconto a fare la differenza, a portare il blues – un blues dell’anima – in una stordente dimensione terrena, come nel caso dei Bachi Da Pietra. Laddove la scrittura di Dorella procede scarna, scarnificante e splendidamente claustrofobica, quella dei Those Lone Vamps si apre occasionalmente verso la luce (“Crest”), almeno nei suoni, pur rimanendo ancorata in una dimensione che attiene sostanzialmente alla tenebra dell’animo, alle stanze oscure che tutti noi abbiamo e che spesso non riusciamo a illuminare. E Clocchiatti/Trevisan illuminano le loro stanze solo parzialmente, mostrandoci frammenti di sentimenti, piccole e grandi idiosincrasie,  e tensioni che non trovano sfogo. Tensioni che esplodono dentro, stracciando l’animo e riducendolo a una pletora di brandelli sanguinanti.  

Sono rabbie, tristezze, orgogli feriti, rancori, delusioni, fallimenti, resi con la maestria di un bardo d’altri tempi. Sono i fantasmi che ognuno di noi si trascina dietro sino al termine dell’esistenza. Spero che i Those Lone Vamps non riescano a sconfiggerli. I loro fantasmi.

12/01/2009

Tracklist

  1. 1. Prairie
  2. 2. Turn
  3. 3. Mud
  4. 4. Steam
  5. 5. Subway
  6. 6. Tip
  7. 7. Nyasa
  8. 8. Built
  9. 9. Chevy
  10. 10. Crest
  11. 11. Farm
  12. 12. 5 a.m.

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