Bhava è un complesso di Jesi (Ancona) che fa il paio con Dadamatto e Lleroy in una rivisitazione spastica di hardcore al vetriolo. Rispetto ai succitati, i Bhava del debutto “Double Jump Carpiato” privilegiano le frustate furibonde in formato perlopiù brevissimo (per un minutaggio totale che supera di poco il quarto d'ora), che coprono una banda relativamente ampia di accelerazioni, cambi di tempo e false partenze, modulazioni supersoniche e inceppamenti strumentali.
La voce squittente di Raffaele Cascia, debitrice tanto del noise nipponico quanto della Lydia Lunch del periodo Teenage Jesus, aggredisce le “trame” Beefheart-iane con raro dinamismo (anche migliore del Teatro Degli Orrori), tanto nel metalcore deviato de “Il ballo del mattone” e “Look Sky Walker”, quanto nello stile Jesus Lizard di “Il mio compleanno”, “Fornicazione sotto consenso del re” e “Il più inquietante fra tutti gli ospiti”.
A parte le abilità tecniche dell’ensemble composto da Alessandro Guerri, Lorenzo Marinangeli e Manuel Volpe, fintamente scalcinato à-la Magic Band, c’è un momento di jazzcore obliquo (“L’impero delle vacche di Bhava”), grazie anche alla tromba sovraincisa di Davide Uncini, i testi incomprensibili di Raffaele e un clima tetragono che rimandano al mittente le accuse di imitazione sterile, pur plausibili. Refo supera sé stesso con un progetto grafico a base di rustico artwork warholiano e packaging in fibra naturale.
19/03/2009