Dan Melchior Und Das Menace

Thankyou Very Much

2009 (SS Records) | southern rock, folk, garage

Dan Melchior, classe 1972, è un songwriter da Shepperton, sobborgo londinese ma con sede a Durham, Nord Carolina. E' attivo da una decina d’anni e già autore in duo con Billy Childish e Holly Golightly.
In questo recente doppio Lp, il debordante mosaico “Thankyou Very Much”, egli propone un trascinante misto di folk-roots rock quanto più spartano, ma anche rigoroso sul piano formale.

“Thankyou Very Much” è già il secondo album inciso da Melchior col moniker Dan Melchior und Das Menace nel giro di un biennio, facendo seguito a “Christmas For The Crows” del 2008. Un frenetico abbecedario sensitivo, un frammentario e accattivante assalto stradaiolo di intriganti fantasie armoniche interpretate, per così dire, da un canto quasi in trance e in perenne, amniotico, dissonante disturbo.
Per certi versi riaffiora, oltre agli ispiratori dichiarati su Myspace - Crass, Frankie Lee Sims, Deep Freeze Mice ecc. - il suono (irresistibile) degli album targati Matador di metà decennio 90: un manto sonoro soavemente sgualcito da chitarre distorte e stridule, che per quanto sia stato definito free-genere è un po’ la maniera di un garage-southern blues ancestrale, ligio alla tradizione e all’occorrenza rivisitato irriverente e aleatorio.

C’è davvero molta America vagheggiata nel piglio anarcoide, nello spessore e nelle vedute fantasmatiche di questo autore; di questo suo febbricitante, rauco e fosco corpo sonico, scosso da vibranti sferragliate strumentali e da pregevoli piccole intuizioni a cesello. Un delirio sbrogliato in robuste nervature blues o sproni noise come in “Wrapped In Fog”, “Dear Old Durham” e da simboli rurali e acidi che affiorano nelle maglie lisergico-psicotiche nel veemente terzetto di “Club Frills (And Diet Pills)”, “American Alien” e “My Slippery Shadow”.

“O! Anxiety”, il marziale brano d’apertura dell’album, richiama per trepida nevrosi e dolce isteria alcuni protagonisti della radicale, paranoica compila-manifesto "Pisspounder".
Insolitamente ben congegnata e tutt’altro che semplice variante di genere appare poi la costruzione della miriade di brani (persino la propria sequenza è felicemente azzeccata) i cui tempi o gli immaginativi assoli richiamano allucinati apparati psichedelici d’antan: “Blue Tentacles”, “Williamsburg, Brooklyn”, o le forti tinte strumentali in “Glen Prevails”.
La torbida e morbosa ascesa pop della title track, “Thank You Very Much”, tanto quanto il magnetico battito in “No Horizon/No Prescription” o la nenia strascicata “Sand Friod”, farebbero invece invidia ai più validi esponenti low-fi di ogni tempo.

(21/04/2009)

  • Tracklist

1. O! Anxiety
2. No Horizon/No Prescription
3. My Slippery Shadow
4. Thank You Very Much
5. American Alien
6. Club Frills (and diet pills)
7. Soiled Clown Blues
8. Blue Tentacles
9. Williamsburg, Brooklyn
10. Wrapped in Fog
11. Glen Prevails
12. Dear Old Durham
13. Sand Friod
14. Quebrado Blues
15. New York Hole
16. My Fiery Moon