Gregg Kowalsky

Tape Chants

2009 (Kranky) | drone music, electro-acoustic, ambient

Nell’arco di tempo che separa “Through The Cardial Window” e “Tape Chants”, Kowalsky ha continuato imperterrito a ricercare. Ha collaborato con artisti affini e continuato a partecipare a festival d’avanguardia. Ha, soprattutto, proseguito la sua ricerca registrando una serie di "cantici di nastro" che riportano l’impatto ambientale di suoni puri, con l’ausilio esclusivo di mangiacassette comuni. Kowalsky li ha accuratamente disposti nello spazio per vederne le reazioni e le possibilità di modellazione acustica di drone e fasce di suono: la nuova uscita su Kranky raccoglie undici di questi "cantici" in successione.

La sequenza più imponente (di 20 minuti), “I-IV”, è una sovrapposizione a mo’ di fuga barocca di tre frequenze ad altezza crescente, in cui si odono via via lontani canti di cornamusa, rimbombi scanditi e rintocchi di distorsione (un po’ il processo che i Charalambides, suoi compagni di scuderia, hanno attuato per il folk psichedelico).
Seconda per importanza e per durata è “VI-VII”, una distorsione aerea che nasconde un timido giro armonico e strati campionati; l’incisione “VII”, in particolare, alza il livello parafrasando il timbro di un organo a canne. Quindi la numero “XI”, la più placida, accompagna un piano ambientale con gorgoglii stridenti, e la sequenza di chiusa “X-XI” si basa sulla scia di un “gong” cavernoso; un’altra distorsione s’infuoca e indi sviluppa vortici indefiniti.

Concezione riveduta e politicamente scorretta di live electronics, che - in piena evoluzione digitale - è più una forma antiquaria, e quasi una caricatura delle ricerche di Darmstadt. Ha qualcosa di pedagogico. Progetto embrionale: “Tape Chants A Million”, già edito per Robostrata nel 2007.

(25/05/2009)

  • Tracklist
  1. Invocation
  2. I-IV
  3. V
  4. VI-VII
  5. VIII
  6. IX
  7. X-XI
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