Ladyfinger (ne)

Dusk

2009 (Saddle Creek) | alt-rock

Dopo il debutto discografico avvenuto nel 2006 con “Heavy Hands”, ecco la seconda prova del quartetto di stanza a Omaha, Nebraska, capitanato dal cantante e chitarrista Chris Machmuller, coadiuvato da Jamie Massey (chitarra), Ethan Jones (basso) e Pat Oakes (batteria).
Precisiamo subito che quel (ne) posto fra parentesi è parte integrante e indispensabile della ragione sociale, sta per Nebraska e fu aggiunto nel momento in cui i quattro scoprirono l’esistenza di un’altra band che aveva scelto di chiamarsi Ladyfinger.
Cosa troviamo dentro “Dusk”?
Un misto di classic-rock, indie e metal solido e ben suonato ma (ahimè) scontatissimo.

Nonostante la produzione sia stata affidata a Matt Bayles (già in cabina di regia per Mastodon e Isis), e nonostante la label sia di tutto rispetto (Saddle Creek, per la quale incidono anche Bright Eyes, Two Gallants e i canadesi Tokyo Police Club, giusto per fare qualche nome) risulta difficile scorgere qualche idea originale in grado di conferire personalità al quartetto, il quale più che brillare di luce propria si distingue come una copia sbiadita dei Foo Fighters o di qualche band a caso di rock da Fm.

Prendete ad esempio l’iniziale “Over And Over”, potrebbe imporsi come l’esatta sintesi fra classic-rock e accenti grunge, l’unico problema è che tutto suona come terribilmente già sentito, senza un briciolo di personalizzazione.
Le grandinate di riff che condiscono “A.D.D.”, il commercial punk di “Little Things” e “Work Party”, la potenza d’impatto di “Let’s Get Married” costituiscono le principali direttrici del disco.
Interessanti scenari futuri si stagliano grazie alle aperture più delicate proposte in “Two Years” e “Plans” (una strizzatina d’occhio alle classifiche non guasta mai, vero?) e alle più complesse architetture di “Born In The 80’s”, che con i suoi sette minuti chiude il disco.

Tutto suona bene (e ci mancherebbe) e un paio di tracce meriterebbero anche di entrare in heavy rotation su qualche emittente rock-oriented, ma chi oggi non è in grado di metter su un disco con almeno due tracce degne di nota?
E soprattutto, potrà mai tutto ciò giustificare l’acquisto di “Dusk”?
Forse no, ma i Ladyfinger (ne) ce la mettono tutta per allestire una tracklist gradevole ed eseguita con capacità tecniche superiori alla media.

(25/03/2009)

  • Tracklist
  1. Over And Over
  2. A.D.D.
  3. Little Things
  4. Two Years
  5. Read The Will
  6. Work Party
  7. Bones
  8. Plans
  9. Let’s Get Married
  10. Born In The 80’s
Ladyfinger (ne) on web


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