Poison Arrows

First Class, And Forever

2009 (File 13) | alt-rock, math-rock

Dopo due Ep intitolati "Straight Into The Drift" e "Casual Wave", il trio di Chicago dei Poison Arrows giunge finalmente al tanto sospirato album di debutto.
In gran spolvero il possente drumming di Adam Reach e il solido basso dell'ex-Don Caballero Patrick Morris, il quale si affida a un ampio spettro di effetti per dare maggior corposità e profondità al sound della band. Ma il grande protagonista dell'avventura è Justin Sinkovich, voce, chitarre, tastiere e responsabile della moltitudine di suoni che si scorgono fra le pieghe del disco.

In passato Sinkovich ha alternato la militanza nella indie-rock band Atombombpocketknife (tre album e una manciata di Ep fra il 1999 e il 2004), all'ideazione di website che hanno avuto pionieristica importanza negli ultimi anni nel campo dell'audio e del video-streaming.
Chicago è una delle città più vive nell'ambito alt-rock internazionale (sono sufficienti i nomi di Wilco e Tortoise?), e Justin assorbe tutto come una spugna, stringendo contatti importanti, tanto che fra gli ospiti presenti in "First Class, And Forever" spicca la presenza di Brian Case (Ponys, 90 Day Men) co-vocalist in due tracce.
Non è di secondo piano la presenza di Steve Albini: il lavoro è stato registrato presso i suoi Electrical Audio Studios, con il leader degli Shellac parte attiva in varie sedute, il che ci fa supporre un proprio contribuito atto a conferire quello slancio sperimentale che caratterizza le dieci composizioni.

La grande sfida dei Poison Arrows risiede nel riuscire a produrre un buon math-rock immerso nel post-rock e colorato di indie, ma soprattutto con in dotazione il dono della sintesi, pregio che sovente manca in gran parte dei contemporanei colleghi di reparto.
L'operazione può ritenersi ben eseguita, visto che non si raggiungono mai minutaggi esasperanti e i risultati sono buoni sia nelle cavalcate di "Future Wine" e "Fire Up The Happiness Center", sia nelle più mansuete "Twenty Percent Brighter" e "An Exploded Dream", fino alla magistrale progressione di "To Meet Eyes".
Le storie metropolitane, incastonate in strutture geometriche spesso prive di ritornelli, sono ben cantate da Sinkovich, che unisce un piglio tipicamente post-rock alla stessa positiva insolenza di certo britpop tanto in voga a metà degli anni 90.
Ma c'è dell'altro nell'album, come gli scorci ambient di "The Path Of Least Resistance" e "Ideal Omens", oppure la strizzatina d'occhio al funk-rock vicino a certe produzioni dei Primal Scream (ma un accostamento calzante potrebbe essere anche con i Kasabian) in "Peruvian Mountain Fight".

Justin Sinkovic ha lavorato a "First Class, And Forever" per anni e oggi, scherzandoci su, sostiene che rappresenti il proprio personale "Chinese Democracy".
In effetti, oggi troppe band registrano in tempi ristretti perché questo è più punk e più economico; i Poison Arrows riscoprono invece il gusto per la cura dei dettagli e per la precisione degli arrangiamenti, producendo un buon album con grande disciplina e perizia tecnica.
I brani, apparentemente innocui a un ascolto distratto, celano una complessità comunque mai ostentata e tutt'altro che invadente.
Meno cervellotici e più snelli del math-rock tradizionalmente inteso, di gran lunga più profondi ed elaborati della media degli indie-rocker in circolazione, i Poison Arrows possono ritagliarsi uno spazio importante, e meritano un ascolto attento nel mare magnum di musica che ci sta sommergendo.
Sufficienza abbondante, ma "First Class, And Forever" è uno di quei dischi destinati a incrementare il proprio rating nel tempo.

(04/09/2009)

  • Tracklist
  1. Future Wine
  2. Total Beverage
  3. Fire Up The Happiness Center
  4. Twenty Percent Brighter
  5. Casual Wave
  6. An Unexploded Dream
  7. The Path Of Least Resistance
  8. Peruvian Mountain Fight
  9. To Meet Eyes
  10. Ideal Omens
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(2010 - File Thirteen Records)
Tra math e post-rock, la seconda prova del trio di Chicago guidato da Justin Sinkovich

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