Schiele

Pictures Of Mountains

2009 (Scriveremale / Goodfellas) | alt-rock, post-rock

Gli Schiele sono tre musicisti originari della provincia di Vicenza, giunti al secondo album.
"Pictures Of Mountains" è stato registrato sotto la supervisione di Giovanni Ferliga e Giulio Favero del Teatro degli Orrori, che interviene anche con la chitarra in "My Death", liberamente tratta dall'omonimo libro di Raymond Carver.
Dal titolo e dai contenuti musicali e lirici dell'album si sprigiona tutto l'amore di Damiano, Livio e Luca per la montagna, con le sue asperità, le difficoltà che pone, ma anche con i meravigliosi paesaggi impressionistici che è in grado di regalare.

Noise e armonie si rincorrono per tutti i cinquanta minuti di "Pictures Of Mountains", ripieno di un senso di claustrofobia continuamente squarciato da lampi di grandiosa luminosità musicale, con picchi di assoluta epicità.
L'indole è quella dei Jesus Lizard che decidono di prendersi ogni tanto cinque minuti di relax, e il legame con il sound della band hardcore americana è subito suggellato dall'esplosiva "We Don't Want To Be Your Friends", posta programmaticamente all'inizio della tracklist.
Ma già dalla successiva "In The Room There Was Violence" i muscoli sono sopraffatti dal cuore, con la melodia che riesce ad avere il sopravvento sulle pulsazioni del basso e sulla fisicità della batteria.

Si continua con le nervose e abrasive "Pills", "My Death" e "The Night", alternate alle più tenui ma sempre oblique "Portraits Of Love" e "This Heart Does Not Hurt", in un continuo saliscendi che ci conduce fino alla conclusiva "Mountains Get Higher", un'interminabile spirale sonora che giunge a sfiorare i quindici minuti.
Il basso martellante della più lineare "Four Times" e il riuscito strumentale "Spiders Vs Spiders" (una via di mezzo fra Slint e post-rock) danno altri punti al disco, dimostrando l'innata capacità del trio di muoversi a proprio agio sia nelle atmosfere Dischord-oriented, sia nei momenti più evocativi.
"Pictures Of Mountains" è un ottovolante che si muove imprevedibilmente fra ruvidezza e malinconia, fra calma e nevrosi, richiamando alla perfezione le linee essenziali e taglienti di Egon Schiele, l'artista austriaco fra i massimi esponenti della Secessione Viennese dal quale la band ha mutuato il nome.

Con questo lavoro il trio vicentino si impone all'attenzione come una delle migliori band italiane in circolazione, andando a riempire uno spazio che Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena e Giardini di Mirò hanno lasciato disponibile.
Gli Schiele ci si inseriscono alla perfezione e a tre anni di distanza dall'esordio di "This Heart Does Not Hurt" dimostrano di essere cresciuti e di poter aspirare a un ruolo di primissimo piano, degni continuatori del lavoro svolto in passato con maggiore intransigenza dai catanesi Uzeda.
Non c'è glamour in questo disco, ma un mare di versatilità.
Li aspettiamo alla prova del fatidico terzo album, che ci svelerà a pieno il futuro della band.

(10/09/2009)

  • Tracklist
  1. We Don't Want To Be Your Friends
  2. In The Room There Was Violence
  3. Portaits Of Love
  4. Spiders VS Spiders
  5. Pills
  6. This Heart Does Not Hurt
  7. My Death
  8. Four Times
  9. The Night
  10. Mountains Get Higher
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