Simian Mobile Disco

Temporary Pleasure

2009 (Wichita Recordings) | electro-disco, techno house

Che bell'annata per i pop rocker prestati alla dance. Nella fattispecie dovremmo dire regalati, giacché tanto John MacLean, responsabile della brillante uscita primaverile "The Future Will Come", che il duo James Ford e Jas Shaw, aka Simian Mobile Disco, hanno da qualche tempo abbandonato chitarre e batterie in favore di beat vitaminizzati, inusitati raid a colpi di loop, sequencer e drum machine. Americano e spigoloso chitarrista dei Six Finger Satellite il primo, inglesi e britpop i secondi, con due album licenziati a nome Simian (ad anticipare il discreto debutto con il nuovo marchio, giunto due anni or sono) che hanno però fruttato un solo singolo da (bassa) classifica: "La Breeze", utilizzato anche come spot televisivo da un noto brand automobilistico francese, e poi remixato da Brian Eno.
La principale affinità tra i due progetti, che aiuta a mettere a fuoco "Temporary Pleasure", è l'attitudine a concepire canzoni figlie dei rispettivi background, parzialmente svuotate ex-post dalle intenzioni rock e con l'obiettivo per nulla nascosto di riempire le piste da ballo.
Insomma, The Juan Mac Lean e Simian Mobile Disco sono, nella nostra testa, pronti a replicare il side project che ha visto questi ultimi in compagnia dei Justice nella bombetta dance "We Are Your Friends"(2006). Siccome mi è venuta l'idea, se dovessero necessitare di un produttore, ebbene eccomi, parliamone.

C'è da ricordare che il duo di Manchester è da sempre ammanicato con i nomi più caldi della scena inglese. James Ford come produttore di Klaxons e Arctic Monkeys, nonché batterista dei The Last Shadow Puppets, mentre Jas Shaw come corresponsabile assieme all'amico di un numero sterminato di remix che dagli Air conducono a Bjork passando per Muse, Peaches e The Rapture. Tanta carne al fuoco, come si vede, e un pedigree tutt'altro che trascurabile. A confermarlo l'elenco dei guest che partecipano a questa parata, Gruff Rhys dei Super Furry Animals, Alexis Taylor degli Hot Chip, Beth Ditto dei Gossip, Jamie Lidell, le Telepathe: presente e futuro dell'indie-music più griffata del globo, a certificazione delle legittime ambizioni del lavoro.
Il terreno di caccia è un'electro orecchiabile e corposa, le armi utilizzate dieci frecce acuminate che i nostri ci piazzano dritti nella testa sotto forma di canzoni. Di quelle che non vogliono più saperne di uscire.

La partita comincia a carte coperte, infatti "Cream Dream" è un synth-pop a tutto tondo con bassline à-la "Dancing With Tears In My Eyes" e con Gruff Rhys nelle inusuali vesti di crooner cibernetico. Un classico intro del pop sintetico ad aprire la strada al terzo singolo estratto: "Audacity Of Huge" aumenta i bpm per quel che sarebbe un hit dei Dead Or Alive se solo avessero azzeccato il successore di "You Spin Me Round" (alla voce, questa volta, troviamo Chris Keating dei Yeasayer), mentre le intenzioni non sono distanti dal disimpegno estremo dei Boney M di "Ma Baker", a cui forse inavvertitamente strizza l'occhio.
La faccenda si fa più dura nella techno strumentale "10,000 Horses Can't Be Wrong", altra cartuccia sparata come singolo la scorsa primavera, e non potrebbe essere altrimenti vista l'appiccicosità del suo riuscitissimo groove.

Se "Cruel Intentions" riporta sugli scudi la disco newyorkese anni 70 grazie all'esuberanza di Beth Ditto, "Off The Map" va a solleticare gli affilati sequencer regalati da Giorgio Moroder a Donna Summer senza aver timore di metterne nero su bianco la promiscuità culturale, il vero tema cardine del genere: "The man machine, the sax (sex?) machine and everything in between".
La macchina del tempo ci catapulta negli anni 90 houseggiando a tinte Moby in "Synthesise", mentre con "Bad Blood" si fa forte il sospetto che, oltre alla voce, Alexis Taylor si sia portato appresso tutti gli Hot Chip. L'anima di Afrika Bambaataa svolazza nell'aria black di "Turn Up The Dial", la strumentale "Ambulance" va a far coppia con "10,000 Horses Can't Be Wrong" al capitolo "danze a perdifiato", mentre "Pinball", annegata nei synth analogici, dà talmente spazio alle Telepathe che non ci stupiremmo di ritrovarla nell'ipotetica ristampa del loro "Dance Mother".

"Temporary Pleasure" è la classica ventata di aria fresca, di quelle che tengono lontana la seriosità senza derogare da solidi standard qualitativi.
Solo un'indicazione, però. Non date retta agli oltranzisti del ballo (si comincia alle 3, si finisce a mezzogiorno, ammesso che si resti integri), né ai cattivi maestri ideologi della pasticca (chimica, ma pur sempre musicale, s'intende) che, facendo leva su una ruffianeria pur presente in dosi massicce, proveranno a convincervi di un eretismo lontano dalla "sincerità" per "veri" cultori: questa è roba da ballare ma anche da ascoltare, e i due ingredienti insieme non tolgono una stilla alla sua brillante gradevolezza. Anzi.

(22/09/2009)



  • Tracklist
  1. Cream Dream (feat. Gruff Rhys)
  2. Audacity Of Huge (feat. Chris Keating)
  3. 10,000 Horses Can't Be Wrong
  4. Cruel Intentions (feat. Beth Ditto)
  5. Off The Map (feat. Jamie Lidell)
  6. Synthesise
  7. Bad Blood (feat.Alexis Taylor)
  8. Turn Up The Dial (feat.Young Fathers)
  9. Ambulance
  10. Pinball (feat. Telepathe)
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