Telepathe

Dance Mother

2009 (V2/ Cooperative Music) | art-synth-pop

Due ragazze che si lasciano alle spalle gli impervi boschi in cui dimorano per una nuova meta: New York. E’ quanto hanno metaforicamente fatto Melissa Livaudais e Busy Gangnes che dal tribalismo obliquo del loro Ep d’esordio (“Farewell Forest”, 2005, in cui le percussioni che entrambe suonano ci accompagnano fra i tortuosi sentieri dell’avant rock), si presentano al debutto sulla lunga distanza come se approdassero in città dopo un viaggio avventuroso. Ritrovandosi in una metropoli che le accoglie fra le sue calde, ma non per questo rassicuranti, luci notturne.
Così il suono prende posto nel nuovo habitat, laddove c’é una presa in cui infilare la spina, liberando vibrazioni prima sconosciute che si palesano sotto le mentite spoglie di un’elettronica d’annata ora brumosa, ora patinata, ma che mutua le sue espressioni dal formato canzone.

Il responsabile della robusta virata è Dave Andrew Sitek, membro dei Tv On The Radio, produttore dei Liars, degli Yeah Yeah Yeahs e, udite, di Scarlett Johansson, il quale ha messo a disposizione della coppia un intero armamentario di sintetizzatori analogici, nonché quello Stay Gold Studio che ha visto nascere il trendy sound di "Dear Science". Il risultato è oltremodo accattivante, orientandosi verso un pop moderno che mesce con sapienza istanze underground e tensioni di più ampia accessibilità. Posizionandosi, come attitudine, nei paraggi di “Silent Shout”, il disco che il duo svedese Knife impose, tre anni or sono, all’attenzione di molti.

Per farlo si ricorre ai toni epici di “So Fine”, un brano che adeguatamente trattato non mancherà di far capolino nei dancefloor, e alle reiterazioni dreamy di “Chrome’s On It” il cui Ep uscito di recente fornisce già nuovi spunti attraverso tre remix ben calibrati. Gli amanti del synth-pop più sperimentale troveranno giuste risposte in “Devil’s Trident”, il cui spoken word rimanda alla sacerdotessa eighties Anne Clark, mentre “Can’t Stand It” è uno dei più luminosi tributi ai Cocteau Twins che si ricordino.
Se “Michael” riformula con efficacia la lezione degli M83, “In Your Line” ripresenta edulcorandoli d’elettronica i percussionismi delle origini, pennellandoli di un’aura garbata e leggera.

Una maggior varietà dei temi vocali, pur sempre a fuoco ma privi di guizzi che assecondino la scintillante volubilità musicale, farebbe di “Dance Mother” un grande album. Che per questa circostanza lo si consideri “semplicemente” buono non deve ridimensionarlo oltre misura, né far gridare all’occasione mancata.

(10/02/2009)



  • Tracklist
  1. So Fine
  2. Chrome's On It
  3. Devil's Trident
  4. In Your Line
  5. Lights Go Down
  6. Can't Stand It
  7. Michael
  8. Trilogy: Breath of Life, Crimes and Killings, Threads and Knives
  9. Drugged
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