Ultimo Attuale Corpo Sonoro

Memorie e violenze di Sant'Isabella

2009 (Manzanilla) | songwriter, post-rock

Musica e poesia. In un atto decadente.

È una "nuova musica di denuncia", quella di Ultimo Attuale Corpo Sonoro, compagine veronese che con "Memorie e violenze di Sant'Isabella" intreccia post-rock e cantautorato impegnato, giungendo a risultati piuttosto altalenanti, anche se i momenti di puro lirismo non mancano.

Diviso in tre parti, il disco inizia commemorando la figura di Pier Paolo Pasolini, colto nell'atto finale della sua esistenza: la tragica morte sul litorale di Ostia. Il piano minimalista e gli accordi sparsi di "Empirismo eretico" rappresentano, probabilmente, il momento più emozionante del disco: "Io so, ma non ho le prove", ripetuto fino allo stremo delle forze, diventa un mantra di disperazione che cerca di esorcizzare i tanti misteri italiani. "Ultima lettera al 1975" vola candida lungo crinali di memorie, risultando comunque meno incisiva, mentre "Le ceneri dell'Idroscalo" s'adagia nel solco di immagini che le parole restituiscono con un certo tremore, mentre la batteria sembra volerle incidere, una volta e per sempre, nella memoria collettiva.

Con "L'esilio del canto", viene introdotta la figura del poeta turco Nazim Hikmet, condannato nel 1938 a ventotto anni di carcere per le sue attività antinaziste e antifranchiste. In questa seconda parte la matrice cantautorale diventa più prominente, mentre brani come "I fantasmi del Bosforo" e "Impossibile dormire a Varna, amore" si nutrono di dinamiche più ariose, anche se il gioco di chiaroscuri e i dislivelli emotivi non fanno altro che ripetere certi abusatissimi cliché del filone modern-classical.
La title track prende spunto, infine, dalla vicenda biografica di Arthur Rimbaud, così come la romanzò Jack Kerouac in "Poesie Beat". "Il sistema di valori dell'evo moderno porta alla violenza. E se deve essere violenza, che la violenza per Rimbaud sia allora totalizzante, sia vilipendio, sia sacrilegio. La violenza di Rimbaud è silenzio poetico, è fuga, abbandono definitivo, coscienza che l'ora è giunta". Peccato però che a tanta solenne premessa corrisponda il momento meno riuscito dell'opera, fin troppo adagiato, com'è nel solco di una retorica pseudo-rivoluzionaria che finisce per infastidire anche un pochino.

Non un esordio esente da vizi di forma, quindi. Tuttavia, l'impressione è quella di una band che, con qualche accorgimento, potrebbe di qui a qualche anno dire qualcosa di interessante nell'ambito della paludosa scena post-rock italiana.

(27/05/2009)

  • Tracklist
  1. Empirismo eretico
  2. Ultima lettera al 1975
  3. Le ceneri dell'Idroscalo
  4. L'esilio del canto
  5. I fantasmi del Bosforo
  6. Impossibile dormire a Varna, amore
  7. Memorie di Sant'Isabella
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