C'eravamo lasciati con i suadenti paesaggi eterei di "New Sad Epilogue Of My Nice Electronic Composer" del 2008, in cui il nostro spaziava con estrema disinvoltura tra un Fennesz d'annata e un Basinski ancor più crepuscolare, e ci consegnava un disco che nel complesso si faceva apprezzare per la sua leggerezza.
Stop. Reset. Scordatevi tutto. Il ritorno di Venta Protesix è un cambiamento a 360 gradi di concept sonoro. Come un Mr Hyde al massimo della pazzia, Italo Belladonna si dà a un noise digitale a rotta di collo. Con pezzi (e titolazioni) come "Vaginal Secretion During Decomposition", "Condom Latex Allergy", "Female Orgasmic Disorder", "Fatal Cases Of Autoerotic Asphyxia", "Complexed" si presenta come una riflessione sulle turbe sessuali dell'adolescente urbano, isolazionauta, social network addicted.
La musica? Massacrante. Un noise abominevole, perfetto per chi non si vuole bene. Un autentico disastro uditivo, una discesa negli inferi delle disfunzioni psicologiche più abiette, in un'elettronica fatta di microsuoni chirurgici, atmosfere ambulatoriali, rumori non ben identificati, pattern mandati in loop fino allo sfinimento. Riferimenti? Be' pensate alle atmosfere isolazioniste della Mego (Pita in particolare) o ai power electronics estremi di un Atrax Morgue e avrete un'idea di massima di cosa si parla.
Pezzi come "Symptoms Of Premenstrual Syndrome" o "Looking For Vomit Gore Video On Internet" sfiorano il parossismo nei loro cambiamenti repentini di ritmo, e le frequenze sono talmente elevate da rasentare l'impazzimento. Altrove ("Your Mother Is Worried Because Your Sister's Got A Venta Protesix's Poster In The Room") le pause tra un evento sonoro e l'altro servono semplicemente a preparare il terreno ad assalti rumoristici ancor più biechi.
E se siete capaci di arrivare alla fine del disco vuol dire che avete qualche problema…
16/11/2009