Verme Robots

Crawling In The Rush Hour

2009 (CNI Music) | post-core, math-rock, crossover

“Crawling in the Rush Hour” è l’esordio dei Verme Robots, inizialmente noti come Crawler (all’attivo, due Ep).

Miscela di (post-)hardcore, crossover, math-rock e ascendenze Voivod, la musica dei tre salernitani (Antonio, voce e chitarra; Pasquale, basso; Francesco, batteria) pecca di coraggio, spesso mostrando anche una certa indecisione sulla strada da intraprendere.

Quella che dovrebbe (e potrebbe!) essere una sintesi davvero affascinante, finisce, infatti, per risultare quasi sempre come un accostamento di generi che i Nostri non sono riusciti (almeno per il momento) a mettere sulla giusta rotta di collisione.

Movenze cerebrali, squarci fiammeggianti e movimenti sommessi che adombrano tensioni sotterranee: “Ten” ci introduce proprio in un universo sonico in cui molte sono le mete possibili. Possibili, per l'appunto. Osano solo idealmente, i Verme Robots. Osano negli incastri e nelle fratture matematiche di “The Animal”, nelle fluttuazioni wave di “New Skin” (che ostenta un ipnotismo sbilenco, sonnambulo) e nel giocare con la voce femminile in “Change”.

Ma si tratta sempre di tentativi irrisolti, quasi come se la band fosse incapace di caratterizzare le sue composizioni in  maniera risoluta, senza indecisioni. Le cose non migliorano quando fa capolino il crossover (“Frenetic Quite”) o quando, invece, l’irruenza di “Full Shock” evoca lo spettro dei Sepultura.

Se si aggiungono due strumentali poco convincenti (“A Cool Stick” e “Bad Finger”), il risultato non può che essere approssimativo.

(06/10/2009)

  • Tracklist
1. Ten
2. Psycho city
3. The Animal
4. New Skin
5. Frenetic Quite
6. Emotive
7. Change
8. A Cool Stick
9. Full Shock
10. Bad Finger
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