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Music For Empty Spaces

2010 (Baskaru) | soundsculpting, glitch, ambient

@c designa l’unione improntata alla sound-art di due artisti multimediali portoghesi, quali Pedro Tudela e Miguel Carvalhais; con questo moniker il duo produce musica digitale fin dal 2001. “Music For Empty Spaces” è una composizione in sette parti che raccoglie suoni, esperienze e tecniche, e che in un certo senso riporta tutto a casa.

L’opera attacca con un fruscio indistinto glitch-concreto che rilascia con vacua gratuità tuoni e tempeste elettromagnetiche. La seconda, più frammentata e ambientale (e pure con accenti gotici), abbandona questo schema; la terza è un vasto poema elettronico che verte su ultrasuoni, lande gassose e modulazioni, e sconfina in moltitudini di frammenti, texture e battiti. La quarta, via microrganismi, tocchi di piano, ventate di percussioni e voci, è la più dadaista, o la più libera.

Nessuno di questi episodi, però, apporta granché in termini di sostanza musicale. Lo spettacolo che raggiunge il massimo della suggestione, e - forse - il brano che giustifica il disco, è l’architettura della sesta parte, una partitura di musique concrete in crescendo agogico, dove gli aumenti di dinamica orchestrale sono tradotti in eleganti suoni naturali, fino a concludersi in un acquazzone a guisa d’orgia di fittissime percussioni caotiche. La settima parte vivacchia sui riverberi monumentali del pezzo precedente, indi ritornando al fruscio dell’incipit (e aggiungendovi dissonanze da fonderia).

Con le solide fondamenta della “discreet music” digitale, Tudela e Carvalhais studiano e mettono in pratica la consuetudine di agire d’effetto, intransigenti nel prendere uno spunto povero e adornarlo come fosse una reliquia, abili nel disperdere il centro d’ascolto in pulviscoli impazziti. Pubblicato dalla severissima label francese Baskaru.

(26/04/2010)

  • Tracklist
  1. 76.1
  2. 76.2
  3. 76.3
  4. 76.4
  5. 76.5
  6. 76.6
  7. 76.7
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