Voleva fare il falegname, David Newberry. Alla musica aveva cominciato a dedicarsi come terapia, dopo un incidente alla mano durante il lavoro. Ma anche ora che è giunto a pubblicare il proprio disco d'esordio solista, una cosa sembra non essere cambiata, nello spirito del songwriter di Vancouver: è il talento dell'artigiano, quella sapienza umile che si tramanda da una generazione all'altra. Perché "When We Learn The Things We Need To Learn" è un disco fatto di radici folk e di abiti da storyteller: più che nel canonico alt-country dell'iniziale "Since I've Been Growing", lo si sente nell'incedere polveroso di "True Stories", dove Ryan Adams incontra i chiaroscuri di David Gray.
La schiettezza delle chitarre acustiche si innerva di venature d'organo, mentre Newberry snocciola in "Come On" un perfetto talkin' blues dylaniano, destreggiandosi tra i sogni infranti di "Gambling Song" e la marcia appassionata di "All Of My Friends Are Famous". Sulla fisarmonica di "We Reap What We Sow" lo raggiunge anche la sorella Sioux (con cui nel 2008 ha dato vita a un album a nome Newberry Vs. Newberry, "Freight Lines"). E l'intrecciarsi delle loro voci parla di speranze da toccare, assaporare, nutrire ogni giorno: "I'm not asking for much / Just a wheel, not a crutch / Just a small piece of hope we can reach out and touch".
16/09/2010