Frontier(s)

There Will Be No Miracles Here

2010 (Arctic Rodeo) | rock

Gran bella label questa Arctic Rodeo, che soprattutto sui territori propri del songwriting più illuminato ha portato alla ribalta negli ultimi due anni almeno due cantautori imperdibili: Kevin Devine e Walter Schreifels, già recensiti da queste parte.

In ambito rock le cose vanno altrettanto bene, anche se le proposte sono un po' troppo ricamate su certe modalità tipiche dei primi anni 90.

Lo avevamo già sottolineato parlando dei ricostituiti Far, lo ribadiamo ora al cospetto dell'esordio firmato Frontier(s), quartetto americano composto da quattro musicisti navigati: Chris Higdon (voce e chitarra), Matthew Wieder (chitarra), Bryan Todd (basso) e Eagle Barber (batteria).

Higdon è noto nell'ambiente musicale per essere stato il leader degli Elliott, una manciata di Ep e quattro album incisi a cavallo fra il 1997 ed il 2005, fra i quali il migliore è ritenuto "False Cathedrals".

 

I Frontiere(s) non si discostano molto dalla formula che fu propria degli Elliott, un contemporary rock basato su corposi riff chitarristici, che ama lasciare spazio a ritornelli orecchiabili, perfetti per le migliori college radio americane.

Higdon e soci confezionano dieci perfetti inni per emo boys e trentenni con il gusto per l'alternativo, offrendo brani come "Sea Of Galilee", che risultano assolutamente ben composti e trascinanti.

Alla faccia di chi sostiene che le chitarre sono morte e non hanno più nulla da dire.

 

Il punto è che di dischi come questo dal 1990 ad oggi ne avremo ascoltati a centinaia.

Ciò non toglie nulla alla capacità della band di scrivere grandi pezzi, con il giusto grado di epicità, ai quali tuttavia un pizzico di personalizzazione in più avrebbe potuto conferire uno slancio indubbiamente più importante.

Oggi è difficile emergere dal mucchio, se ci si appoggia su cliché triti e ritriti, le possibilità si riducono ulteriormente.

A tal proposito, va segnalata la traccia che chiude l'album, quella "Dirty Pets" che introduce elementi utili a dare un tocco di differenziazione rispetto al resto di "There Will Be No Miracles Here".

Sul versante più duro dell'album, suggeriamo l'ascolto di "Poor Souls", su quello più soft occhio alla ballad (che poi tanto ballad in effeti non è) "Marching Line".

Il resto è tutto comunque nelle immediate vicinanze della sufficienza piena.

Altro bel centro per il catalogo Arctic Rodeo.

(05/08/2010)

  • Tracklist
  1. Little Wolves
  2. Von Veneer
  3. Sea Of Galilee
  4. Abul Abbas
  5. Bones
  6. Marching Line
  7. Poor Souls
  8. Young Lives
  9. You Are Secrets
  10. Dirty Pets


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