High Confessions

Turning Lead Into Gold With The High Confessions

2010 (Relapse)
post-punk, art-rock, noise-rock

Sorta di supergruppo formato da Steve Shelley (batterista dei Sonic Youth), Chris Connelly (Ministry, Revolting Cocks, Pigface), Sanford Parker (Minsk, Buried At Sea) e da Jeremy Lemos, The High Confessions si muovono tra ambiguo noir d’ascendenza post-punk e brividi dark-noise.

Se l’iniziale martellamento di “Mistaken For Cops” è poco indicativa del loro stile, con la lunga e oscura declamazione di “Along Came the Dogs” i quattro chiariscono le loro intenzioni. Mentre la batteria incede vagamente marziale, sono i vortici scurissimi e amorfi del synth che, insieme a secchi schianti metallici, trascinano il serpente verso un ballabile sciamanico dai connotati narcotici. Forse, un po’ tirata per le lunghe, ma l’effetto è assicurato.

Tratti ipnotici conserva anche “The Listener”, con rintocchi pianistici e piglio minimale, ma qui la qualità è decisamente inferiore. Un vortice dronante di chitarre fa da sfondo, invece, a “Dead Tenements”, che cresce e rallenta, sfociando, alfine, in un poderoso noise krauto. Chiude una “Chlorine And Crystal” che all’enfasi esistenzialista del post-punk contrappone claustrofobici sussulti psichedelici.

L’insieme è piuttosto compatto, “cristallino” nella sua tensione quasi gotica. Fatta eccezione per l'ottima “Along Came The Dogs”, però, i brani si crogiolano un po' troppo nel gorgo della ripetizione, alla ricerca di uno stato di trance che non sempre si materializza a dovere.
Un discreto biglietto da visita, in ogni caso. 

23/11/2010

Tracklist

1. Mistaken For Cops
2. Along Came The Dogs
3. The Listener
4. Dead Tenements
5. Chloryne And Crystal

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