Jim Jones Revue

Burning Your House Down

2010 (Pias) | alt-rock, blues

Come avrebbero suonato insieme Jerry Lee Lewis e Jon Spencer se mai si fossero incrociati in uno studio di registrazione? Probabilmente la risposta è nel secondo disco siglato Jim Jones Revue, iper-energetico quintetto inglese che chiude l'anno di grazia 2010 con un pugno in faccia intitolato "Burning Your House Down". D'accordo, si tratta di schizzi musicali ascoltati già un miliardo di volte, sotto altre vesti, ma il risultato è così divertente e trascinante da non poter/dover passare inosservato. L'impostazione è garage, i volumi tirati al massimo, ma quasi tutti i giri armonici sono di non celata derivazione blues-rock'n'roll. Dietro lo spettro sonico di Stooges, Sonics e MC5, emerge l'approccio che fu di Little Richard e Jerry Lee Lewis. E scavando fra i solchi traspare evidente anche tutto l'insegnamento dello Stevie Ray Vaughan di "The House Is Rockin'".


"Burning Your House Down" giunge a due anni dall'omonimo esordio della band, con la supervisione in cabina di regia di Jim Sclavunos, già batterista con Sonic Youth e Nick Cave, sia nei Bad Seeds che nei Grinderman. Dentro ci sono undici canzoni mozzafiato (quasi tutte sotto i tre minuti), che rinvigoriscono il sacro fuoco acceso da Elvis e affini a metà degli anni 50, sdoganandolo nel nuovo millennio. Provate ad ascoltare giusto le due tracce iniziali: "Dishonest John" e "High Horse". State certi che poi vorrete consumare avidamente anche tutto il resto delle portate.


A un primo ascolto distratto "Burning Your House Down" potrebbe sembrare un lavoro da tre accordi e via, ma vi assicuro che suonare le chitarre in quel modo non è affatto da tutti, e la Revue dimostra di aver mandato a memoria la lezione dei grandi padri. Un po' come fecero i Rolling Stones nei primi anni 60, quando prima di inondare il mondo con le creazioni autografe firmate Jagger-Richards, studiarono così tanto il classic blues da riuscire a riprodurre ogni minimo suono contenuto in quei dischi. Allo stesso modo, oggi Jim Jones e soci con tutta probabilità intendono imporsi come la più grande rock'n'roll band del pianeta, come l'unica in grado di ricreare esattamente quel mood. Sapendo in più come attualizzarlo, rivestendolo di un impetuoso muro di suono. Reinterpretando le radici con urgenza punk, talvolta persino con ferocia. Poi magari un giorno questi cinque straordinari musicisti aggiusteranno il tiro per dimostrare di avere anche una propria personalità.
Il materiale assemblato è in grado di fungere da introduzione all'argomento "rock and roll" per le giovani generazioni, che trascinate dal sound dei cinque inglesi si incuriosiranno a tal punto da volersi procurare le produzioni storiche del genere. Per questo certi progetti fanno bene alla musica e alla sua storia. Tra l'altro, Jim Jones non è affatto nuovo a questo approccio: già con gli Hypnotics e con i Black Moses licenziò lavori incendiari, muovendosi di volta in volta fra hard-rock, psichedelica, soul e funk. Accanto alla sua potente voce, in questo nuovo progetto ci sono Rupert Orton, Gavin Jay, Nick Jones ed Elliot Mortimer.


Tra chitarre infuocate e pianoforti impazziti, "Burning Your House Down" esplode come una bomba nucleare posta sotto le fondamenta del blues e del rock'n'roll, con un risultato paragonabile alle migliori produzioni dei Blues Explosion: assurdo pretendere di più. Perché va bene l'avanguardismo alla Radiohead e l'elettro-astrattismo di Seefeel, ma nel nuovo millennio uno sguardo all'indietro, se attualizzato e ben riproposto, può servire a capire meglio certe evoluzioni dei nostri giorni.

(04/03/2011)

  • Tracklist
  1. Dishonest John
  2. High Horse
  3. Foghorn
  4. Big Len
  5. Premeditated
  6. Burning Your House Down
  7. Shoot First
  8. Elemental
  9. Killin' Spree
  10. Righteous Wrong
  11. Stop The People
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