N.A.M.B.

Bman

2010 (Monotreme) | psichedelia, alt-rock, elettronica

La scena indipendente italiana cresce. Il periodo è florido, le proposte significative si stanno moltiplicando, l'interesse da parte di addetti ai lavori e consumatori finali è vivo come non accadeva dagli anni 90.
Fioriscono progetti meritevoli di attenzione un po' ovunque, anche perché non è più complicato trovare un ottimo studio di registrazione o stampare i propri dischi a prezzi ragionevoli. Inoltre il web consente di acquistare qualsiasi tipo di strumentazione nuova o usata senza doversi accollare un mutuo. Tutto è più facile rispetto a vent'anni fa, e chiunque può mettersi nelle condizioni di comunicare la propria musica al mondo.
In tale situazione le proposte tendono a moltiplicarsi a dismisura, con la controindicazione che emergere dalla mischia diventa il vero problema, soprattutto se il prodotto finale è concepito per una ristretta nicchia di mercato.
Il nostro compito è aiutare da una parte il musicista ad avere visibilità e dall'altra il fruitore di musica ad avere una bussola in grado di delineare un orientamento.

Oggi la selezione cade sui torinesi N.A.M.B., attivi dal 2004 sotto la guida capace e carismatica di Davide Tomat, protagonisti nel 2005 di un fulminante omonimo esordio mixato da Madaski, pubblicato da Mescal, distribuito da Sony e contenente la cover di "Black Hole Sun" finita in heavy rotation sui principali canali tv musicali.
Subito dopo i N.A.M.B. vanno in tour a supporto di Spoon e Afterhours e la versione strumentale di un loro pezzo ("Sogni") finisce nel film "Andata + Ritorno" di Marco Ponti con Vanessa Incontrada. L'anno seguente partono i lavori di ideazione del secondo disco, uno psichedelico concept sulle avventure del simpatico e curioso robottino "BMAN", concept accompagnato da un booklet di cento pagine con disegni volti a raccontare le vicende narrate.
L'album è stato pubblicato anche negli Stati Uniti e in mezza Europa dalla londinese Monotreme, label che ha in scuderia nomi importanti nel circuito indie, quali 65 Days Of Static e Barzin.
Tanti i possibili significati attribuibili al titolo "BMAN", e i ragazzi ci giocano con arguzia, visto che è anche il nome della band letto allo specchio: applausi!

Il brano posto in apertura ("T.C. 3") cattura immediatamente l'attenzione: in sette minuti c'è un intelligente frullato di Faith No More e moderno alt-rock, con abile chiusura shoegaze. Neanche il tempo di riprendere il fiato e si riparte subito con la randellata di "Radiorace", scelta come singolo rappresentativo dell'album.
È l'ex band di Mike Patton a costituire il faro guida del trio piemontese: eloquenti in tal senso si dimostrano "Champagne", "Serrato", l'orecchiabile "Primula" e la rabbia elettro-chitarristica sprigionata da "Into The Mud".
"TV Invasion" è hardcore, è elettronica, è funky, è il falsetto di Prince, più quella chitarra che si intravede in sottofondo, più quei coretti angelici, più l'imprevista pausa kraut-acustica: in una canzone sola c'è materiale abbondante per scriverne almeno quattro, ma dove siamo capitati?
Poi l'allegra festa di piazza (l'unico pezzo cantato parzialmente in italiano) di "Musichetta in pausa sigaretta", gli intermezzi sballati delle due "Supernaturalooser", i grassi riff trattati di "Running" davvero perfetta da essere consumata su un tapis-roulant, le acustiche disturbate di "FWR".

Le direzioni sono sempre molteplici: se analizziamo "L.O.N." (scelta come colonna sonora per il trailer del tredicesimo Brooklyn International Film Festival) ci ritroviamo fra le mani per metà un light-industrial che attinge a piene mani da certi Nine Inch Nails, e per metà un improvviso cambio di marcia estrinsecato in aperture melodiche degne dei Radiohead (apertamente omaggiati anche in "Work It Out") meno malati.
Il lavoro è consistente: diciotto tracce per quasi settanta minuti di musica trasversale, ma mai eccessivamente estrema, e senza noiosi riempitivi per allungare il brodo.
I N.A.M.B. dimostrano un eclettismo che a tratti porta alla mente il singolare percorso dei Flaming Lips, non solo per via dell'utilizzo dei cartoon, ma anche per alcuni atteggiamenti musicali, evidenti ad esempio in "Hate My Telephone".
Inoltre il trio guidato da Davide Tomat si distingue per un'attenzione ai particolari degna dei migliori capolavori del passato, eccellendo non soltanto per quanto si può ascoltare in superficie, ma anche per ciò che resta sullo sfondo, grazie a un'avvincente gestione di drone e rumori costantemente presenti in forma più o meno disturbante.
Sarà interessante vedere in futuro come verranno canalizzate tutte le idee sprigionate da questi giovani ragazzi torinesi; per il momento si aggiudicano senz'altro un posto d'onore fra le migliori rivelazioni indipendenti italiane degli ultimi anni.

(18/10/2010)

  • Tracklist
  1. T.C.3
  2. Radiorace
  3. TV Invasion
  4. Musichetta in pausa sigaretta
  5. Champagne
  6. Supernaturalooser (Parte 1)
  7. Running
  8. L.O.N.
  9. Bye Bye Sides
  10. Work it Out
  11. Serrato
  12. F W R
  13. Primula
  14. Hate My Telephone
  15. Into the Mud
  16. Supernaturalooser (Parte 2)
  17. F.A.R. (Fools Are Right)
  18. Blue Sky
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