Smoke Fairies

Through Low Light And Trees

2010 (V2) | dark-folk

Le premesse e le voci di corridoio che hanno accompagnato l’uscita di “Through Low Light And Trees” devono aver disorientato il pubblico, e l’interesse di Jack White per le due ragazze del Chichester, elevate a nuove muse del folk, ha caricato l’attesa per un esordio che richiede calma e riflessione piuttosto che grinta e rabbia.

È lo sfumare dell’estate verso l’abbraccio avvolgente dell’autunno il centro del flusso armonico che sorregge le atmosfere delicate delle Smoke Fairies, anziché il mix di punk, blues e folk previsto da molti critici.
Non è casuale l’apertura di “Summer Fades”, un'alchimia perfetta di chitarre ricche di riverberi e frammenti di tastiere sognanti, nel quale le voci abilmente intonate ricamano brevi e suggestive ombre di sapiente romanticismo.
Il blues fa poi capolino tra le righe semplici e rurali della scrittura armonica: è rintracciabile dalle vezzosità lisergiche di “Strange Moon Rising” e in “Devil In My Mind”, nella quale tracce di rock anni 60 sono liberate dal guscio hard per scandire toni oscuri e tormentati, che con garbo scivolano verso una dolcezza poco rassicurante.

Spesso l’ispirazione si libra con ingenuità (“After The Rain”) e leggerezza (“Hotel Room”), ma resta preferibile una maggiore attenzione ai particolari che definisce i migliori episodi.
Infatti è “Erie Lackawanna” il frutto più elaborato e originale di “Through Low Light And Trees”: arguzie medievali con infiltrazioni noise danno origine a un mantra diabolico che cattura la mente e la trascina verso un oscuro oblio.
Quello che diventa sempre più chiaro e definito nel riascoltare le graziose armonie del duo è il debole appeal dell’album; come le Unthanks o gli Eagleowl, le Smoke Fairies non ostentano trucchi da stadio per rendere la loro musica più accessibile. 
“Through Low Light And Trees” è la poesia dell’autunno, un periodo ricco di solitudine e mestizia, che difficilmente si ama ricordare, mentre le atmosfere intime di “Dragon” e “Storm Song” rifugiano dalle luci e dal clamore del folk-revival per un tenue e delicato racconto di quotidianità riletta con simbolismi medievali e figure ancestrali.
Toni più seducenti caratterizzano “Morning Blues”, ballata folk con suggestive soluzioni vocali, e “Blue Skies Fall”, che palesa soluzioni più ricche e robuste ma sempre suggestive e sognanti.

Alcune fragilità e la prevedibilità di alcune soluzioni sonore attenuano la forza dirompente di un esordio comunque luminoso e importante, che dimostra come le Smoke Fairies siano in possesso di una forza evocativa e poetica destinata a dare frutti notevoli.
Nel frattempo, con “Through Low Light And Trees” archiviamo uno degli album più ricchi di promesse e speranze dell'annata, un gustoso lavoro dai toni autunnali, incantevole e suggestivo e a tratti amabilmente ingenuo.

(21/10/2010)



  • Tracklist
 1. Summer Fades
 2. Devil In My Mind
 3. Hotel Room
 4. Dragon
 5. Erie Lackawanna
 6. Strange Moon Rising
 7. Morning Blues
 8. Storm Song
 9. Blue Skies Fall
10. Feeling Is Turning Blue
11. After The Rain
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