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2010 (Kingem Records) | italo-disco

Anni 80: la disco music lentamente passava di moda lasciando spazio al maccheronico approccio dance-pop imposto da produttori discografici di casa nostra, che fecero dell'usa e getta la propria legge di marketingbieco e consumistico.

Nacque così l'italo disco, musica divertente, ballabile e senza troppe pretese se non quella di essere consumata e gettata via più rapidamente possibile.

E invece oggi siamo qui a riparlarne di nuovo.

Spesi tutta la seconda metà degli anni 80 fra microfoni di emittenti radiofoniche e consolle di discoteche oramai in disuso, programmando anche questa roba qui, figlia di un'epoca al neon, prefabbricata su luci stroboscopiche ipercolorate, piste da ballo a quadri luminosi, mirror ball gigantesche, raggi laser, fumi che uscivano dal pavimento, giacche sempre oversize e capelli ridicolamente cotonati.

Si ballava fino allo sfinimento su ritmi ricavati da futuristici sintetizzatori, sui quali venivano costruite stupide canzoncine di caramellato pop danzabile.


Negli anni 80 l'italo disco riuscì nell'incredibile missione di conquistare l'Europa grazie a una serie di hit single confezionati con rigorosi metodi industriali.

Brani che se all'epoca facevano rabbrividire i cultori di un certo tipo di musica, oggi suscitano un briciolo di nostalgia, tanto che da anni è in voga una spasmodica rivalutazione di tutto il super-trash del periodo, e persino personaggi allora minori si stanno ritagliando spiccioli di ribalta postuma a distanza di oltre due decenni.

Già da qualche tempo è in corso una sorta di ripristino dei suoni dell'epoca, ed ecco che tornano clamorosamente di moda Kano, Sabrina Salerno, il P.Lion di "Happy Children", la Tracy Spencer di "Run To Me", il Sandy Marton di "People From Ibiza" e "Camel By Camel", i Novecento di "Movin' On", Den Harrow, la bella Valerie Dore di "The Night", il Raf di "Self Control", i Creatures di "Believe in Yourself" e "Maybe One Day".

E come se non bastasse, spazio anche a proposte di qualche anno precedenti (l'Alan Sorrenti di "Figli delle stelle" e il Giorgio Moroder produttore di successo per mezzo mondo, Donna Summer compresa), o successive (come il Rober Myles di "Children").

Tutto super citato in questo progetto realizzato per volere di Mark Zonda, il quale ha dato vita al singolare Neo Italo Disco Movement, arrivando persino a stilare un proclama d'intenti attraverso il quale ha reclutato volontari un po' in tutto il mondo, pronti a contribuire all'esperimento con composizioni inedite.


La sensazione complessiva è che in tutte le serate anni 80 che continuamente si organizzano un po' ovunque lungo la penisola, difficilmente le undici tracce contenute in questo dischetto riusciranno a trovare spazio.

I pezzi "storici", pur puzzando di tamarro, restano comunque prodotti di gran lunga superiori.

Piuttosto che riproporre gli stessi identici suoni, innestati su motivi già sentiti, con la proverbiale battuta lenta e i testi imperniati sull'amore e il cosmo, sarebbe stato meglio coniugare l'atteggiamento dance eighties con la modernità, e anche in questo caso non sarebbe stata certo una proposta originale.

Ovviamente qualcosa si salva (cito "Hot Times" degli italianissimi Fitness Forever e Vanessa London, perfetti nel ricreare il mood dell'epoca), ma alcune esecuzioni (cito a caso "Camoflage Detection" dell'americano Sean Rawls o "King Of The Parking" dei Ildy Minardi, pericolosamente vicina alla "Barbie Girl" degli Aqua, e sforiamo già nel decennio successivo) sono a dir poco imbarazzanti.

Desta sgomento desumere come ci siano ancora così tanti musicisti impegnati nel comporre musiche di questo tipo.

(05/11/2010)

  • Tracklist
  1. Into The Night (Friday Bridge)
  2. Future Vision (Carl Higgs)
  3. Church Of Sound (The Brigadier)
  4. Astro Fille (Michele Modenini feat. Mark Zonda)
  5. Hot Times (Fitness Forever & Vanessa London)
  6. Jellyfish (Formanta)
  7. Hologram Eyes (Stars In Coma)
  8. Mumarcord (Tiny Tide)
  9. Wonder (Charley Rivel)
  10. Camoflage Detection (Sean Rawls)
  11. King Of The Parking (Ildy Minardi feat. Mark Zonda)
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