Expressway Yo-Yo Dieting

Bubblethug

2010 (Weird Forest) | hauntology

A Portland si muovono strane presenze. Qualcosa vaga tra camere da letto vintage - pensate alla copertina di "Down Colorfull Hill" dei Red House Painters - fa minacciosamente capolino dietro tende intarsiate di pizzi e merletti, si agita sconnessamente nei ripostigli strabordanti di attrezzi e bottiglie di birra vuote accatastate disordinatamente. E poi sembra di ascoltare un magnetofono trasmettere un coacervo di rumori spaventosamente retromoderni, strani, astratti e disorientanti. La bassa fedeltà suggerisce si tratti di oramai inascoltabili registrazioni blues risalenti agli anni 30.

Eppure battono ritmi hip hop e sferragliamenti post-industriali. Ma anche voci, o meglio echi di voci, lamenti deturpati. Forse di defunti. O di passati possibili mai accaduti. Il senso di disorientamento traduce la scommessa hauntologica di Pat Maher, qui ancor più esplicita e citazionista rispetto alle decostruzioni Wagneriane di Indignant Senility. Allora il suono mostruoso e intriso di polvere, legno, pece e metallo diviene l'ennesima cartina di tornasole della sua capacità di cortocircuitare i percorsi percettivi tra il qui-e-ora e situazioni che sono tali solo nei tanti possibili immaginari costruiti dai media.

Maher ci riesce rallentando e allungando il suono attraverso le tecniche di pitching e chopping di Dj Screw. Vi inserisce disturbi e granulosità, mostra punti di vista panottici e l'attimo dopo ravvicinati, si dirige nelle periferie rimpiangendo i centri. Crea in definitiva un dubstep allucinato, psichedelico, più alieno, sfuggente e decontestualizzato. Mostra ancora una volta che la musica è fatta principalmente di (e per evocare) suggestioni.

(04/12/2010)

  • Tracklist
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