Zero

Diesel Dead Machine

2010 (Ici d'ailleurs) | post-rock, noise

Le premesse furono buone. Il precedente "Joke Box" ci colpì in maniera davvero devastante, tanto che gli assegnammo un sette pieno, senza riserve. Ovvio che le aspettative per il nuovo lavoro dei francesi Zero siano piuttosto alte. Oggi scopriamo che non sono stati una meteora: l'attesa viene premiata dalla pubblicazione del secondo lavoro della formazione di Lione, nata dalle ceneri dei misconosciuti Bastard e Narcophony, due gruppi nei quali militavano i tre/quarti dei membri degli Zero (Eric Aldéa, Ivan Chiossone, François Cuilleron et Franck Laurino).

"Diesel Dead Machine" è stato anticipato dall'Ep "Bobby Fischer", il quale già preannunciava ciò che l'intero album oggi conferma: l'intenzione di accelerare il ritmo senza voler perdere nulla sulla ricchezza degli arrangiamenti sviluppati.
La tensione emotiva del post-rock immersa nella liturgia indie, le spigolosità vagamente kraut levigate da un gusto innato per la melodia: queste sono le linee portanti di un lavoro che pone i transalpini fra i migliori rappresentanti dell'indie-noise europeo contemporaneo.

Già dalla prima traccia, proprio "Bobby Fischer", le asperità alla June Of '44, con tanto di basso iperdistorto, lasciano che si stagli all'orizzonte di tanto in tanto una bella chitarra cristallina, con un effetto finale spiazzante e tutt'altro che lineare.
"Load Out" richiama l'energia dei Jesus Lizard meno estremi, pur serbando una chiusura elettro sperimentale, la più introspettiva "Dreamland Circus Sideshow" (anche qui c'è un finale liquido che si contrappone al resto della traccia) evidenzia tutto il maniacale perfezionismo e il rigore entro il quale i musicisti francesi si muovono, degni eredi e meno ripetitivi dei meravigliosi Ulan Bator.

Gli Zero tendono costantemente ad approcciarsi alla materia musicale con totale libertà d'espressione, abbeverandosi alle influenze più disparate, assimilando il tutto e ricomponendolo secondo la propria personale visione.
"Pigeon Jelly" e "The Cage" sono portentosi rock d'assalto, "Enough... Never Enough" è indie-rock iper-obliquo con decisivi sprazzi ambient, "Sick To The Bone" è un noise blues malato, "The Opening", "Cheeeese" e la conclusiva "Viandox" sono tre strumentali impetuosi di qualità superiore.

Acidi e sopraffini, gli Zero stanno aggiornando la cultura noise-rock continentale, contaminandola con innumerevoli ingredienti.
Certo, dopo la zampata di "Joke Box" le aspettative erano davvero altissime, ma ne uscissero tutti i giorni di dischi come questo qui.

(19/03/2010)

  • Tracklist
  1. Bobby Fischer
  2. Load Out
  3. Dreamland Circus Sideshow
  4. Pigeon Jelly
  5. Enough...Never Enough
  6. The Opening
  7. Cheeeese
  8. The Cage
  9. Sick To The Bone
  10. Viandox
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