Computers

This Is The Computers

2011 (Megaforce) | punk-rock'n'roll

Quattro ragazzi di una cittadina nel Devon innamorati di Clash, Black Flag ed Elvis Costello, due chitarre, basso e batteria per un mix di blues, punk e hardcore-pop che rigenera come una doccia d'agosto.
Dopo una sequenza di concerti che hanno garantito una nomina come miglior live band per l'AIM Awards ecco un esordio a tratti che, senza nessuna bugia stilistica, rappresenta uno schiaffo sonoro che ripropone un pop-punk dai tratti essenziali e lievemente carismatici, per meno di trenta minuti ripartiti in undici tracce rozze e trascinanti.

Nulla è gradevole in "This Is The Computers", ma è un limite che il gruppo di Exeter trasforma in pregio, grazie a una buona dose di intuizioni armoniche che alimentano il suono garage-punk-rockabilly dell'album.
Pur rileggendo i canoni del genere, il gruppo affronta l'esordio con la dovuta urgenza, anche se l'album non offre spunti per una evoluzione futura del sound; ma si tratta semplicemente di quello che la band vuol delineare senza compromessi.
 
Dopo solo poche note "This Is The Computers" mostra il suo appeal, per cui se non riuscite a superare la seconda traccia non indugiate, non c'è nulla che possa elevare l'album al di sopra della media indie-rock. In verità il suono uni-dimensionale, pur se congeniale al corpo stilistico, non segnala quel briciolo di profondità che possa generare un consenso più ampio e trasversale.
Innegabilmente l'album offre buoni spunti; realizzato in soli quattro giorni - è stato registrato in casa di John 'Speedo' Reis (Racket From the Crypt) - accoglie ritmi sincopati ("Where Do I Fit In?"), accenni metal-doom ("Hat Damocles") e pop-punk danzabile ("Lovers, Lovers, Lovers").
 
Senza tregua e con brevi momenti di pausa l'album si illumina ("Group Identity"), si distende ("The Queen In 3d") e scorre con una vitalità che fa perdonare le volute ingenuità.
Non è un album che oltrepassa i confini del genere "This Is The Computers", ma un insieme gustoso che offre brio agli amanti del genere e non turba le notti dei critici attempati. Senza superare la prevedibilità e una certa mediocrità, il gruppo inglese ha comunque le carte in regola per riproporre un po' di entusiasmo. E ora, FUN FUN FUN.

(04/10/2011)

  • Tracklist
  1. Where Do I Fit In
  2. Lovers Lovers Lovers
  3. Blood Is Thicker
  4. Hot Damnocles
  5. Cinco De Mayo
  6. Rhythm Revue
  7. Group Identity
  8. I've Got What It Takes (Part 3)
  9. Yeah Yeah Yeah
  10. The Queen In 3D
  11. Music Is Dead
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