Fabrizio Coppola

Waterloo

2011 (Via Audio) | rock, songwriter

Fabrizio Coppola è un cantautore vero, che non sente alcun bisogno di inventare qualcosa di nuovo per dire quello che vuole dire. La verità è che sa come si scrive una canzone, sa adoperare molto bene le parole e mettere sempre insieme gli accordi giusti. Prendete questo suo nuovo disco, questo "Waterloo". Parte un pezzo e hai l'impressione di sapere subito dove andrà a parare, di conoscerlo prima di conoscerlo, o di conoscerlo di nuovo - di riconoscerlo. Questi chitarroni pieni, questi giri senza inciampi, queste melodie. Folk e rock, ma più rock che folk, più metallo che polvere: Coppola fa un po' l'americano, e riesce a tirar fuori un suono davvero invidiabile, denso, senza sbavature.
Lo percepisci subito, al primo ascolto, mentre per liberarti del tarlo che bene o male ormai ti rode ogni volta che ti capita di avere a che fare con della musica finora inedita, questo tarlo maledetto dell'innovazione a ogni costo, di ascolti te ce ne vorranno un po' di più. Perché, ok, ti sembra di aver già sentito tutto, però deve proprio essere una scelta ben precisa, e d'altra parte in Italia roba del genere non è che ne abbiamo così tanta. Di là dell'Atlantico sono al completo, che c'entra, hanno Tom Petty, hanno Bruce Springsteen e milioni di epigoni, da Ryan Adams - per dire - in là, ma qui no.

Trentasette anni, milanese di sangue meridionale, Coppola non ha un mestiere ma vari: editore, scrittore, musicista, altro ancora. Figlio di un professore d'orchestra della Scala, poco più giovane di un irregolare della cultura italiana quale il fratello Massimo (quello di Brand: New su Mtv, pure editore e regista), una manciata di mesi fa s'è ritrovato suo malgrado in prima linea, a metterci la faccia, nel vortice della primavera milanese.
Stefano Boeri, candidato del Pd sconfitto alle primarie dal futuro sindaco Pisapia, aveva scelto una sua canzone come inno della propria campagna elettorale. E quella canzone, "Respirare Lavorare", è proprio il singolo che a fine settembre ha anticipato l'uscita di "Waterloo". Boeri ora fa il vice-sindaco, Milano prova faticosamente a rialzarsi dopo decenni di pensiero unico berlusconiano, Coppola capisce che dopo due dischi restati al di sotto del livello di guardia della scena underground questa potrebbe essere la volta buona.

L'incipit di "Waterloo" è di grande impatto. Prima l'incedere marziale di "La Stupidità", tra gli Afterhours di "1.9.9.6." e (qualcuno l'ha già detto, e ha fatto bene) il John Lennon di "Give Peace A Chance", già contenuta nell'Ep omonimo di un paio di anni fa. Poi "Respirare Lavorare", per l'appunto, chiamata alle armi dell'impegno e dell'assunzione di responsabilità per combattere contro la devastazione sociale e culturale del presente che musicalmente strizza gli occhi al Moltheni degli inizi. Effettivamente trascinante. Quindi "La Mia Rovina", ancora molto affine ai lavori migliori del cantautore marchigiano, e "La Ballata Dell'Uomoformica", forse l'episodio più pop dell'intero lavoro, con qualche eco che rimanda al De Gregori (maestro dichiarato di Coppola) degli anni Ottanta.

La parte centrale di "Waterloo" è probabilmente quella che convince di meno, ma l'arrembante title track, elogio amaro del mito della risalita dal baratro della sconfitta, riporta la tensione su livelli notevoli. Arriva appena prima della ballatona del disco, "Verso Casa", tutta riccioli elettrici e parole al miele. Un po' ruffiana? Forse, sì, ma funziona. E rende chiaro - ascoltate bene il ritornello - un altro punto di riferimento di Coppola, soprattutto vocale: il roccioso, vigoroso, elegante Finardi.
Si chiude con "Una Luce Che Non Spegne Mai", dolce ninna nanna che dà all'intero lavoro un senso diverso: occorre incazzarsi, sì, occorre combattere, ma occorre pure avere sempre una tenera fiducia.

(04/11/2011)

  • Tracklist

1. La Stupidità
2. Respirare Lavorare
3. La Mia Rovina
4. La Ballata Dell'Uomoformica
5. Ancora Vivo
6. L'Altalena
7. Ogni Cosa È Illuminata
8. Al Suolo
9. Waterloo
10. Verso Casa
11. Una Luce Che Non Spegni Mai

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