Keiichi Sugimoto è un giovane manipolatore di suoni giapponese, che nel corso del decennio passato è riuscito a ritagliarsi lentamente un posto di assoluto riguardo nell'affollata scena elettronica, nella sua variante glitch. Artista in continua crescita, Sugimoto ha continuato a forgiare la sua proposta sotto vari pseudonimi, fino ad arrivare al pregevole, sebbene ancora imperfetto "Letter Of Sound", del 2006, seconda pubblicazione come Fourcolor.
Sempre come Fourcolor ritorna dopo cinque anni di assenza per la 12k con questo "As Pleat". Cinque anni che non sono trascorsi invano, perché "As Pleat" rappresenta un ulteriore passo in direzione della sua completa maturità artistica.
La splendida apertura di "Quiet Grey" detta le coordinate del lavoro: pochi misuratissimi mezzi (una chitarra e un laptop) per una serie di schizzi sonori di umore e suggestioni differenti.
Sugimoto tira fuori l'emotività dallo strumento processato digitalmente, in maniera non troppo diversa dagli episodi del primo Fennesz ("Skating Azure" e "Canary Breath" non possono non richiamare alla mente gli esperimenti dell'austriaco), disegnando intime atmosfere notturne ("Quiet Grey"), quadretti che hanno la freddezza e luminosità di un manto di neve assolato ("Snow Petal"), dub placidi e astratti ("Ecru Driver") o asettiche ambientazioni cibernetiche ("Carmine Fall", e stavolta i rinvii sono tutti per i loop di Oval).
Tuttavia Sugimoto non riesce a mantenere intatta la tensione emotiva per tutti i cinquanta minuti del disco, rivelando momenti di stanca, riempiti con effetti e tecnicismi a volte fini a se stessi.
Nel bilancio finale di "As Pleat" spicca un artista completamente padrone dei propri mezzi, capace di acquerelli ambientali di piena delizia e che può annoverarsi ormai a pieno titolo nell'aristocrazia della laptop-music.
L'appuntamento con il capolavoro è però rimandato alla prossima uscita.
08/08/2011