GaBLe'

CuTe HoRSe CuT

2011 (Loaf) | avant-folk-rock

Autori di tre album ricchi di sperimentazioni e stravolgimenti di ruolo per la strumentazione utilizzata, i francesi Gablé con "CuTe HoRSe CuT" coordinano finalmente un insieme organico e strutturato, capace di incidere con autorevolezza nel panorama dell'art-rock. Partendo da un'attitudine folk, il trio aggrega strumenti tradizionali a improbabili fonti sonore, coinvolgendo un secolo di stimoli musicali che vanno dalla musica classica-cameristica al punk, dal jazz all'elettronica e alla world music. Un probabile pasticcio sonoro, che invece frutta stimolanti blob sonori che invitano all'ascolto ripetuto, la continua frammentazione di stili e citazioni è come una piéce teatrale senza regista, affidata alla sola bravura degli attori, attraverso improvvisazioni che sono frutto di incredibile padronanza artistica, un flusso che cita innumerevoli patrimoni culturali nel tentativo di non appartenerne a nessuno.

In un modo globalizzato, che permette un accesso indiscriminato a qualsiasi fonte sonora "CuTe HoRSe CuT" è un'improbabile compilation fatta di frammenti, abilmente condotta verso un qualcosa di omogeneo e originale. Come per incanto, in "uNBeaTaBle" puoi trovare residui degli Animal Collective, degli Sparks del periodo disco e delle versioni remix dei Tunng. Altrove, come nella suggestiva "CyaNuRe", entrano pulsioni prog, Philip Glass, rock elettronico alla Polyrock per poi confluire in frammenti vocali polifonici ("HauNTeD") e nelle granitiche convulsioni post-rock e tribali di "Day", il cui arrangiamento quasi orchestrale contrasta con l'insieme sonoro.

Tra gli strumenti tradizionali compaiono giocattoli, diavolerie elettroniche suonate come strumenti primitivi (un po' alla maniera dei più vivaci episodi dei Four Tet); la capacità dei tre musicisti di estrarre suoni alieni può ricordare alcune cose della Penguin Cafè Orchestra, soprattutto nel trittico iniziale "FuLGe"-"BuNCH"-"BRiCK TRiCK", che non lascia dubbi sulla reale portata del progetto Gablé.
Ogni brano sembra un insieme di frammenti che stranamente possiede una forma lirica ben definita, il folk-punk di "WHo TeLLS you?" è irresistibile (sembra un concerto dei Kraftwerk con i Pixies special guest), le enfasi sonore di "BuNCH" sono rock cameristico contaminato da fulmini glam, le bizzarrie vocali di "PiLLs" sono frutto di un continuo scambio di ruoli tra i musicisti, che passano dalle chitarre alle percussioni invertendo le tecniche sonore.
Lo scambio di ruolo degli strumenti permette alle soluzioni sonore di essere sempre brillanti e coinvolgenti; il senso di ironia e di divertimento che anima tutto il progetto è evidente e coinvolge l'ascoltatore nelle giocose architetture destrutturate di episodi come "LeS FeuiLLeS" e "Too FaT To FaRT To FiGHT". Anche le voci godono dello stesso trattamento e le brevi fasi di "oPPoSiTe PaRTy" e della successiva "eeZy PeeZy" sono un piacere per qualsiasi orecchio allenato.
 
Quello che è evidente in "CuTe HoRSe CuT" è la grande inventiva del gruppo che scaturisce anche da un'attività live molto intensa. I Gablé sono una delle realtà emergenti più stimolanti e le loro performance sono imprevedibili ma sempre ricche di suggestioni e divertimento, la loro musica è un puzzle fantasioso e colto di toni, colori e timbriche, che raramente sono state coordinate in un insieme cacofonico dal così smisurato impatto melodico, un susseguirsi di note che sconvolge i sensi pur scivolando con grazia sonora e un senso di allegria stravagante. Se siete in cerca di un album che vi riconcili con la creatività della musica non potete ignorare la genialità dei Gablé.

(16/03/2011)

  • Tracklist
  1. FuLGe
  2. BuNCH
  3. BRiCK TRiCK
  4. WHo TeLLS you?
  5. uNBeaTaBle
  6. CyaNuRe
  7. HauNTeD
  8. Day
  9. BuNCH
  10. 0000
  11. THe SToNe aND THe WoLF
  12. ouaC
  13. SaMBa De La MueRTe
  14. PiLLs
  15. GHoSt Host
  16. Too FaT To FaRT To FiGHT
  17. LeS FeuiLLeS
  18. oPPoSiTe PaRTy
  19. eeZy PeeZy
  20. My DiaMoND PoND
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