The Great Nostalgic

Hope We Live Like We Promised

2011 (King Electric) | alt-glam-rock

La band di Austin è innamorata al punto giusto degli anni 70 da denominarsi The Great Nostalgic al fine di eliminare dubbi sulla propria identità stilistica, ma quello che più incuriosisce è il suo suono tipicamente made in England, in bilico tra glam-rock e elettro-rock.
Nulla di nuovo in verità, Cars e Wolf Parade sono citati tra le loro influenze ed è logico un patrimonio comune, ma, a differenza delle due band citate, il gruppo è ancora alla ricerca di uno stile personale.

La teatralità alla Sparks che anima la simpatica “Morning Light” e il riff di “Spirit World” sono omaggi garbati e piacevoli alla devozione per David Bowie e Roxy Music, nonostante ispirazione e tocchi geniali scarseggino.
Non è che facciano difetto gusto e coraggio, ma una sequenza eccessiva di richiami e una maniacale ricerca di soluzioni elaborate appesantisce le idee, ed ecco che “Mohair Sweater”, “Oyster And Pearl” e “Empty Hands” restano privi continuamente di fulcro lirico, annoiando e irritando.

Più briosi risultano i brani pop: “Wilderness” sembra un inedito degli O.M.D, “Islands” è quasi una b-side dei Cars, ma quello che resta evidente è la impossibilità di svincolarsi dalla greve sezione ritmica che non libera le poche intuizioni felici dell’album (si ascolti “Ink Spots”), ma costringe la loro creatività in sonorità familiari e derivative, che restano piacevoli in superficie senza affondare.
 
La già citata “Spirit World” evidenzia anche elementi di pop-rock AOR che, incapsulati tra power-pop (“The Great Unknown”) e effluvi ironici (“Scrapbook”), indicano un patrimonio lirico incerto.
Senza rinunciare a episodi più soft come “Portuguese Lessons” e “1993”, i Great Nostalgic indugiano in arrangiamenti eccessivi, che rendono l’ascolto faticoso e lasciano perplessi quando l’apparente complessità si trasmuta in presunzione e il sarcasmo sfiora l’insensatezza.
Pur conservando una solidità sonora interessante, "Hope We Live Like We Promised" non riesce a lasciar nessun segno nell’ascoltatore attento: nel tentativo di celebrare il passato, i Great Nostalgic ne certificano il fascino irripetibile ma smorzano le loro speranze di poter sopravvivere alla loro musica.       

(02/07/2011)

  • Tracklist
  1. Spirit World
  2. The Great Unknown
  3. Oyster and Pearl
  4. Morning Light
  5. Islands
  6. Portuguese Lessons
  7. Wilderness
  8. Ink Spots
  9. 1993
  10. Neighbourhoodlums
  11. Mohair Sweater
  12. Empty Hands
  13. Scrapbook
  14. Hustlers and Junkies
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