Jez Kerr

Numb Mouth Eat Waste

2011 (Higuera/ Goodfellas) | wave disco

Con l'avvento di Lcd Soundsystem, !!!, The Rapture in molti hanno tirato in ballo il termine punk funk, una sorta di sonorità aspramente rock resa danzabile da una ritmica molto groovy.
L'operazione ha avuto un successo più che mai interessante per la qualità della proposta, ma anche perché ha riportato alla luce e all'attenzione dei nomi vissuti agli albori degli 80 e che furono una sorta di anticipazione di questo fenomeno esploso nel nuovo millennio.
Tra questi recuperi ha fatto sicuramente piacere vedere di nuovo attuali gli statunitensi Liquid Liquid o gli inglesi A Certain Ratio, i cui dischi sono stati ristampati dopo che il mercato del collezionismo li aveva fagocitati.
I mancuniani A Certain Ratio erano della stessa città dei Joy Division e, inizialmente, i loro suoni coincidevano perfettamente, anche nella tonalità della voce, con il mai dimenticato gruppo di Ian Curtis. Ben presto però si capì che la musica non è solo tormento ma anche ballo e che le due formule, apparentemente lontane tra loro, potevano anche trovare terreno comune. L'immigrazione sempre più massiccia dalle terre caraibiche e africane creò infatti un corto circuito ritmico che s'inoculò anche tra i grovigli cupi ed elettrici del post-punk, creando nuove dinamiche di composizione che possono essere apprezzate anche in compilation riepilogative come "Disco Not Disco" e "New York Noise".

Cosa c'entra tutto questo lungo preambolo con Jez Kerr? L'artista in questione è stato infatti la voce e basso degli A Certain Ratio, maturando una lunga carriera con loro ma che ora non basta più.
Infatti Kerr negli ultimi anni ha scritto canzoni da voler eseguire per conto proprio, con il supporto di una nuova band alle spalle, dando massimo sfogo a quelle che sono state le sue influenze o, in questo caso, sarebbe meglio dire suoi ascolti.
Infatti il primo nome che questo bel "Numb Mouth Eat Waste" suggerisce è proprio quello di James Murphy degli Lcd Soundystem, un paragone che si sposa sia per l'impostazione del cantato sia per la costruzione dei pezzi, che hanno un andamento movimentato quanto ripetivo. Un altro elemento portante del disco, infatti, è proprio quello di saper essere orecchiabile cercando altresì di incuriosire con un beat "kraut" ciclico che già ultimamente si è apprezzato nei Beak, il progetto di Geoff Barrow dei Portishead, ma anche nei più fruibili Unkle.

Il suono ha dunque un pulsare elettronico dal mood "dark" che diviene ben presto più colorato e tranquillizzante quando il musicista inizia a cantare, regalando anche lontani ricordi 80, leggasi alla voce New Order.
Jez Kerr non è un dinosauro nostalgico dei tempi che furono, ma un artista quanto mai aggiornato e che merita un rispettoso ascolto che saprà essere sorprendentemente piacevole.

(02/01/2012)

  • Tracklist
  1. Rip You Right Back
  2. Inland
  3. Play Sumthin Fast
  4. Reason I Feel Like An Alien
  5. No Left Shoe
  6. Technicolour Dawn
  7. Help Me
  8. And Gone
  9. Sum Space
  10. Into Sunlight
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