Lou Reed/ Metallica

Lulu

2011 (Mercury) | heavy rock

Boh?! Mah?! Bah?! Mmmmmm... Povera Lulu, che sembra guardarti dalla cover e non appare sofferente, benché martoriata dalle amputazioni, forse sorpresa dalle troppe attenzioni che ne hanno violato la privacy, quasi annoiata, lei donna dilaniata e disturbata psicologicamente ma determinata a proseguire lungo un tragitto infido e malato. Lei che pensa di essere tutto e soprattutto il contrario di tutto, buio e luce che comunque tende allo scuro. E che a seguirne e disegnarne i passi siano cinque tizi da sempre ferventi sostenitori del nero come vestiario dell'anima non può essere una sorpresa.

Ma sì, la maggioranza avrà strabuzzato gli occhi a udire l'unione in progress della banda di Frisco con l'anziano cantore degli inferi newyorkesi, ma poi tutto torna. Una piece teatrale (originariamente composta dal tedesco Frank Wedekind oltre cento anni fa) incentrata sul girovagare malsano di un'entità afflitta e tossica che si trasforma, senza colpo ferire, in un'opera rock, o almeno nel suo proposito. Un concept che riecheggia spartiti consoni all'epoca post hippie, post freak, senza contaminazioni classicheggianti, anche se la presenza di un discreto armamentario di archi farebbe pensare il contrario. Invece "Lulu" è un muro sonoro ottuso, un carrarmato scassato ma mai domo, l'ennesima fotocopia metallica che se ne frega di intrusioni fantasiose e anche solo vagamente varie. Uno schiamazzo costante, lento e irrefrenabile. Una pesante conferma delle aspirazioni più recenti di Hetfield & Urlich: fare casino, ma in maniera organizzata, pulita, vuota, calcolata; ripulirsi di quelle scorie rock che ne avevano scalfito la fama agli occhi dei metallari che, si dice, si scrive, si sottolinea, da sempre, sono i più oltranzisti, risoluti, privi di pietà di tutto l'universo e anche oltre. Metallica vuol dire heavy metal e se Lou Reed vuole salire a bordo stia pronto a ululare e a contorcersi. E a mollare ciechi fendenti.

E succede proprio così. O forse no. Oppure può darsi. Perché alla fine un simile affresco, dieci canzoni, o come le si vogliano definire, funziona. Perché la vicenda è così chiusa, priva di appigli salvifici, così spudoratamente e fasullamente tragica, una sorta di cartoon nero, che sorvola a distanza qualsiasi idea di ironia, ma che qualche sorriso sarcastico riesce a tirarlo fuori, che una simile tela sonora appare non appropriata ma praticamente perfetta. Claustrofobica e urbana, eppure mai disturbante. Adatta a tutti, vecchi e bambini, o a chi ne abbia voglia e intenda sentirsi giovane e irrequieto, al di là con gli anni e saggio scrutatore delle umane nefandezze. Un bel circo che si muove in superficie, un coltello da carnevale senza lama e privo di punta, ma se qualcuno si sentisse il dovere di accompagnare l'ascolto con una lametta invece che con una tazza di tè, si accomodi.

E così, tra il diligente drumming del solito Lars "Motorhead", sodo, grosso, brillantemente registrato, le schitarrate a fari spenti di "Baffo" James (sempre generoso di ruggiti) e di un Hammet privo di assoli, si staglia il berciare recitante di Lou che parla di sangue che scorre, di sangue che sgorga, di culi sculettanti e di armi da taglio simili a membri di colore nero, di odio e frustrazione, di baci guaritori e di sommi stupri. E' la caricatura del classico Lou Reed, con un sottofondo musicale solo un po' più duro del suo solito, mai contundente però, solo un po' stancante a lungo andare (il finale affidato a "Dragon" e "Junior Dad" è estenuante ma dona all'opera un senso di asfissia). E' l'antitesi del classico Lou Reed, perché intrattiene e si accontenta. E' la nemesi definitiva dei Metallica, da sempre abituati a essere sommi protagonisti e qui relegati a sottofondo impersonale. Eppure professionale e prezioso. Intanto Lulu ci guarda stranita e anche un po' rassegnata. Se l'è voluta. Si dia una regolata, non si sa mai, Lou e Metallica sono gente abituata a ripetersi...

(02/11/2011)



  • Tracklist

Disc 1:

  1. Brandenburg Gate
  2. The View
  3. Pumping Blood
  4. Mistress Dread
  5. Iced Honey
  6. Cheat On Me


Disc 2:

  1. Frustration
  2. Little Dog
  3. Dragon
  4. Junior Dad
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