Maison Neuve

Joan

2011 (Talitres) | alt-rock

Lo sguardo nostalgico di molta musica contemporanea non deve necessariamente nascondere una mancanza di idee: ogni generazione ha un suo passato che l'aiuta a crescere e ad esprimere se stessa.
Non sorprende che una band francese si ispiri marcatamente ai My Bloody Valentine e ai Jesus And Mary Chain, con un leggero sguardo ai Velvet Underground.
 
L'esordio dei Maison Neuve, in verità, offre più di un motivo di compiacimento. Il graffio vellutato del sound fa strada a undici canzoni dalla marcata personalità lirica, una versione naif della musica underground che non disdegna atmosfere parigine ormai desuete. Chitarra, batteria e basso riconquistano il loro ruolo di strumenti rock, la voce agrodolce di Guillaume Faure è ricca di pathos tanto da ricordare a tratti il Leonard Cohen più insolente nella tenebrosa "Jojo".

Non siamo di fronte a un album di semplici belle speranze: la band francese, alla maniera del miglior Serge Gainsbourg, licenzia una serie di melodie perfette e grintose abilmente variegate con infiniti toni di chiaroscuro. Ogni brano sviluppa e avviluppa una serie notevole di idee armoniche che tolgono il fiato.
"Victor", ad esempio, si edifica su poche note iniziali di basso che man mano trascinano altri elementi verso una tensione strumentale che sembra dondolare su strati sonori infiniti; "Au Large De La Ville" parla di crack e vite spericolate tra riff taglienti di chitarra e pause vocali dal fascino cinematico. Il wall of sound di "You Are My Prophet" è invece figlio di "Darklands" dei fratelli Reid, e la sua forza armonica è maestosa e vibrante; lo staccato del piano e il ruggito delle chitarre tirano le corde della tensione che anima "Under Skies Of Fire", tra frange di ritmo che aggiungono e levano velocità alla struttura del brano. L'ossessione vocale di "Humble Hearts" è ammaliante, e il suono diventa denso e gentilmente brutale. Non è difficile intravedere tracce di twee-pop alla Belle And Sebastian in "The Wrong Class".

Gentile e ben definito, il mood delicato di "Sweet Soul" è frutto della New York di Lou Reed. "Touch In The Heart" allinea accordi di basso e chitarra su una strettoia comune che vira verso un refrain dall'ampio respiro melodico, e "L'Attraction Terrestre" riporta le atmosfere del sound nella vecchia Europa, tra decadenza e poesia maudite completando un album dalle infinite risorse attrattive.

"Joan" è dunque un album intenso che espande percezioni sonore già note con una ricca esposizione di elementi personali, pervaso da un'autentica forza poetica che il gruppo francese decanta senza compromessi.




(21/04/2012)

  • Tracklist
  1. You Are My Prophet
  2. The Wrong Class
  3. Under Skies Of Fire
  4. Victor
  5. Sweet Soul
  6. Au Large De La Ville
  7. Jojo
  8. Humble Hearts
  9. Touch In The Heart
  10. Lizzy In The Sea
  11. L'Attraction Terrestre
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