Daniel Martin Moore

In The Cool Of The Day

2011 (SubPop) | songwriter

"Much of the mystery, joy, and simplicity of a thoughtful life is lost in the rigidity of the answers that seem to have been created to support the brick-and-mortar side of religion."
(Daniel Martin Moore)

Quella della genesi del terzo album di Daniel Martin Moore, a distanza di tre anni dall'incantevole esordio "Stray Age", è una storia legata a doppio filo alla tastiera di un pianoforte a coda: da una parte, lo scricchiolante piano attorno al quale, da bambino, il cantautore del Kentucky si raccoglieva con la famiglia per cantare gli inni sacri della tradizione americana; dall'altra, un vecchio Steinway che campeggia nello studio della WXVU di Cincinnati, radio presso la quale Moore si era recato per un'intervista e una performance live.
L'idea di una raccolta di canti gospel ronzava nella mente del songwriter statunitense da diverso tempo, ed è bastato che le sue dita si posassero sui tasti del maestoso strumento a coda utilizzato dalla Cincinnati Symphony Orchestra, perché quell'idea si facesse di nuovo strada tra i suoi pensieri.

"In The Cool Of The Day" è dunque una collezione di inni religiosi della tradizione, cui si aggiungono quattro composizioni originali scritte da Moore nella stessa vena. Ad accompagnare Daniel, un ristretto gruppo di musicisti d'eccellenza, tra cui il frontman dei My Morning Jacket (qui nel suo alias solista Yim Yames) al banjo, il coproduttore dell'album Daniel Joseph Dorff alla batteria e il violoncellista Ben Sollee, col quale Moore aveva già condiviso la scena nel suo secondo album "Dear Companion". Il titolo è un omaggio a Jean Ritchie, cantautrice del Kentucky definita "the mother of folk" e autrice fra gli altri del salmo "Now Is The Cool Of The Day", che appare qui in una sentita interpretazione pianoforte-e-voce.

Il mood raccolto e rilassato del terzo lavoro di Moore è evidente già dall'iniziale e sussurrata "All Ye Tenderhearted" (una delle composizioni originali di Moore), passando per "O My Soul" e per il traditional "Close Walk With Thee", fino all'emozionate reinterpretazione di "Softly And Tenderly", brano il cui titolo può essere considerato una sorta di manifesto programmatico dell'intera poetica del cantautore del Kentucky.
E, se nella prima parte dell'album qualche passaggio più ritmato ("Dark Road", non a caso scelta per presentare l'album, "In The Garden", con il suo piglio country, "Up Above My Head", quasi danzante e delicatamente jazzata) porta sottili increspature sulla placida sua superficie, la seconda parte si caratterizza per un crescendo di spiritualità e fede (intesa, come lo stesso Moore ci tiene a precisare, come fede nella musica, nell'arte e in qualsiasi altra cosa) che riesce con semplicità e delicatezza a toccare in profondità le corde più recondite dell'ascoltatore. Così non è un caso che "In The Cool Of The Day" si chiuda con un carezzevole brano originale dal titolo "Set Things Aright", nel quale Moore duetta con Haley Bonar, talentuosa cantautrice già apparsa a fianco di Andrew Bird.  
Ciò che più colpisce ascoltando "In The Cool Of The Day" è proprio l'atmosfera di rinnovata spiritualità dei suoi brani: questi ultimi, infatti, pur nel rispetto della loro struttura originaria, vengono espunti dal contesto "gospel" d'appartenenza e rielaborati secondo la personale sensibilità del cantautore statunitense, il quale li ripropone in una chiave di lettura estremamente fresca e leggera, svincolandoli in parte anche dalle implicazioni religiose di partenza. Ne è testimonianza esemplare "Up Above My Head" - gospel tradizionale interpretato con baldanzoso vigore da Sister Rosetta Tharpe e Marie Knight negli anni 50 - nel quale Moore decide di sostituire il termine "God" con un più "universale": "joy".

"In The Cool Of The Day" attesta le qualità interpretative e le doti compositive di Daniel Martin Moore, atteso a una conferma dopo il folgorante esordio, e ne dimostra la duttilità stilistica che permette a questo giovane (ma già impressionatemene maturo) cantautore di spaziare dal folk di chiara matrice anglosassone del primo lavoro al country americano, senza mai predere un briciolo della propria ispirazione e sensibilità.


(03/02/2011)

  • Tracklist
  1. All Ye Tenderhearted
  2. Dark Road
  3. O My Soul
  4. In the Garden
  5. Closer Walk With Thee
  6. Up Above My Head
  7. Softly And Tenderly
  8. In the Cool Of The Day
  9. It Is Well With My Soul
  10. Lay Down Your Lonesome Burden
  11. Set Things Aright
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